“Io non mi faccio stressare”

A fine maggio ho realizzato un breve intervento formativo sullo stress ed il benessere in azienda per un gruppo di assistenti commerciali (inside sales) che operano in una multinazionale con diverse sedi in Italia.
La valutazione effettuata nei primi mesi dell’anno non ha evidenziato alcun rischio di stress da lavoro correlato, tuttavia il direttore commerciale ha prestato più ascolto alle persone che ai dati dell’indagine e a quanto prescritto dalla legge. Così, in collaborazione con la responsabile del personale, ha organizzato un no-stress meeting per condividere problemi, soluzioni, per fornire qualche suggerimento per la gestione dello stress, ma anche per ringraziare le inside sales degli ottimi risultati raggiunti durante l’anno.
La riunione guidata dal direttore commerciale è stata già un antistress perché le inside sales hanno appreso alcune informazioni importanti e hanno definito insieme una procedura che faciliterà il loro lavoro.
Ascoltando i vari interventi delle inside sales ho avuto la sensazione che la principale fonte di stress non fosse tanto la mole di lavoro, bensì la gestione delle relazioni tra colleghi ( l’open space, pensato per favorire la comunicazione e collaborazione, in realtà può essere fonte di stress a causa del sovrapporsi delle voci e delle suonerie moleste dei cellulari dei vicini).
Quanto più deboli sono le competenze relazionali (ascolto, assertività, negoziazione…) di una persona, tanto maggiore è il rischio che si senta stressata.
Inoltre le persone che fanno più fatica a gestire lo stress sono quelle che hanno un locus of control esterno, ovvero fanno dipendere il proprio stato emotivo dal mondo esterno. Se il capo, i colleghi, i clienti ci stressano (= la colpa è sempre degli altri) faremo più fatica a trovare una via d’uscita dallo stress.
Il messaggio che ho cercato di trasmettere durante il corso è ben riassunto dal titolo del blog curato da Fabrizio Buratto: Io non mi faccio stressare!
Ecco cosa scrive Fabrizio: “Ho conosciuto lo stress del giornalista freelance sempre di corsa, costretto a mangiare un panino e via, a saltare da un treno a un aereo, spesso in cerca di contratti co.co.co., co.co.pro. o cu.cu.ru.cu.cu.paloma., dunque con l’ansia costante di rimanere senza lavoro fra un contratto e l’altro. Stress mentale, a cui va ad aggiungersi lo stress posturale quando le ore passate davanti al computer diventano troppe. E nelle redazioni giornalistiche e televisive, frequentate per lavoro, ho conosciuto molte persone che, come me, hanno subito i danni dello stress lavoro-correlato.
Per fortuna mi sono fermato prima di andare a sbattere, e grazie ai massaggi, fatti e ricevuti quasi ogni giorno, ora sto davvero bene. Quando qualcosa non va, il corpo ci manda messaggi inequivocabili: sono “stop”, “sensi vietati” grossi come una casa sulla nostra via. Se non li ascoltiamo, ci andiamo a schiantare. E allora ho preso un bel respiro, e poi d’un fiato, sottovoce, con calma: iononmifacciostressare.”
Fabrizio Buratto è autore, insieme a Giovanni Leanti la Rosa di un bel libro: “Massaggio da ufficio”, di cui è possibile trovare una presentazione e qualche estratto sul sito stresslavorocorrelato.eu
Questo post prosegue sulla news N° 4 di Secretary.it

Oggi ho il piacere di segnalare un altro libro fresco fresco di stampa scritto da un amico, Marco Lombardi.
“Cosa farai da grande?”
Ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione di questo libro scritto dal cacciatore di teste Vito Gioia e dal giornalista esperto in relazioni pubbliche Attilio De Pascalis.

