Kilometro Rosso come Verrocchio

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La settimana scorsa ho visitato il parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso che dista solo pochi minuti da casa mia, eppure sembra appartenere ad un’altra dimensione.
I più lo conoscono come quel muro rosso lungo quasi 1 km che si vede dall’autostrada Milano-Venezia nei pressi dell’uscita di Bergamo, ma non tutti sanno che dietro quel muro rosso c’è un polo di eccellenza.  

Kilometro Rosso - cito dalla presentazione - è un Parco Scientifico Tecnologico: un luogo che ospita aziende, centri di ricerca, laboratori e attività di produzione hi-tech.
Dotato di infrastrutture flessibili e d’avanguardia, Kilometro Rosso offre servizi di promozione, formazione, marketing, supporto e consulenza necessari ad incentivare la Ricerca, lo Sviluppo e l’Innovazione Tecnologica, al fine di creare un efficace network tra i propri partners e col territorio.
Ispirato alla multisettorialità e alla multidisciplinarità, attrae iniziative in settori e ambiti disciplinari molto diversi: dalla meccatronica alle biotecnologie, dall’ICT ai materiali avanzati, dalla prototipazione all’energia&ambiente, dal design al packaging.
È un parco aperto ai rapporti con le aziende, gli atenei, le istituzioni territoriali e scientifiche, per realizzare con queste un dialogo proficuo e un’efficace sistema di relazioni.”
Per altre info www.kilometrorosso.it

Il direttore marketing di Kilometro Rosso, Leonardo Marabini, nella presentazione ha utilizzato un’immagine significativa: la Bottega del Verrocchio.

Nella II metà del 400 a Firenze il Verrocchio riunì nella propria bottega pittori, scultori, orefici, decoratori e allevò artisti del calibro di Leonardo da Vinci, Perugino, Domenico Ghirlandaio… Pare che in questa bottega siano stati fatti esperimenti per i primi colori ad olio.

E mentre Marabini illustrava come nel Kilometro Rosso avvenga l’incontro di discipline anche diverse come la meccatronica e la biotecnologia pensavo a quanto sia importante in ogni realtà la figura del linker.

Il linker è un professionista curioso, con una passione contagiosa per l’innovazione, capace di cogliere punti di contatto tra persone, cose e temi diversi, con uno sguardo che va oltre il presente.
Il linker è un facilitatore di connessioni, un creatore di innesti che producono frutti nuovi ed inattesi.
Il linker crede che il vero motore della crescita siano le relazioni.
Peccato che spesso questa competenza non venga sufficientemente valorizzata dalle aziende. 
La presentazione del Kilometro Rosso si è svolta prevalentemente nell’area chiamata Centro delle professioni. Chissà se un giorno tra esse verrà finalmente riconosciuta anche quella del linker?  ;)

Pubblicato da admin il 6/08/2010

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Il tempo passa e tu che fai?

Un altro post pubblicato dalla newseltter Jobrapido nella rubrica “Ridendo s’impara”.
(Clicca sull’immagine per vedere il video)

 

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Una segretaria torna a lavoro dopo qualche anno d’assenza e…
Tutto è cambiato ma lei non sembra essersene resa conto. Così utilizza il pc come una vecchia macchina da scrivere. Certo la scena ci fa sorridere, ma se ci pensiamo bene offre un suggerimento importante. Il mondo del lavoro è in continua evoluzione. Le conoscenze e capacità richieste oggi sono ben diverse da quelle di 10, 5 anni fa.
Quindi è bene prestare attenzione a ciò che accade intorno a noi, aggiornarsi, investire sulla propria formazione.
Ecco uno strumento online importante: Jobtel
Da oltre 10 anni JobTel è il principale portale per l’orientamento al lavoro e alla formazione. Si rivolge a: persone interessate alla formazione universitaria e continua, persone all’interno di un percorso di alternanza scuola-lavoro o di riqualificazione professionale, persone interessate alla ricerca del primo impiego o a cambiare lavoro, persone che vogliono mettersi in proprio interessate ad avere accesso ad agevolazioni e opportunità, insegnanti, formatori ed orientatori professionali.

Pubblicato da admin il 30/07/2010

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Persone e aziende in cerca di un oceano blu

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Ci sono persone con cui ogni incontro si trasforma in atto creativo.   
Una di queste è Paola De Vecchi Galbiati, di cui ho già parlato nel mio blog.
Circa un mese fa Paola mi ha suggerito di leggere Strategia Oceano Blu
Conoscevo questa strategia solo a grandi linee ma il racconto di Paola mi ha spinto ad acquistare il libro per saperne di più e non solo…

Paola: la strategia Oceano Blu nasce da anni di ricerca e di indagini minuziose su aziende di  oltre 30 settori nell’arco temporale di 1 secolo svolte da un gruppo di ricercatori, consulenti e manager, coordinati dai due autori: W. Chan Kim e Renée Mauborgne.
Attraverso la ricerca e l’analisi di casi reali, durata circa 15 anni, Kim e Mauborgne hanno evidenziato che le aziende di successo e le aziende che riescono a superare gli stati di crisi hanno in comune tre caratteristiche principali:
- Una forte differenziazione rispetto ai player del proprio mercato di riferimento (DIVERGENZA).
- Una particolare cura e attenzione ai propri fattori distintivi (FOCUS).
- Una chiara identificazione di ciò che l’azienda fa e quali esigenze può soddisfare (TAG-LINE).
Tali aziende sono riuscite a trovare il proprio oceano blu, ovvero quella parte di mercato non sporcata dal sangue (oceano rosso) della competizione.

Io: Moooolto interessante! Se ci pensiamo bene questo vale anche per gli individui che affrontano il mercato del lavoro. La maggior parte si ostina a navigare nell’oceano rosso del mercato del lavoro focalizzando le proprie ricerche solo sugli annunci. E poi i cv sono così privi di personalità! Nella maggior parte dei casi sono elenchi di incarichi ricoperti, ben pochi possiedono una tagline chiara.

Paola: Concordo con te. Purtroppo la metafora dell’oceano rosso prosegue anche in azienda…  (prosegui la lettura)

(more…)

Pubblicato da admin il 31/05/2010

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Cambio lavoro! Ma perché?

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Ieri, al rientro da un pranzo in famiglia ho trovato le serrande del commercialista sotto casa mia ancora alzate.
Mi sono detta:  ”Un’altra domenica a lavoro? Che fissato!”  :O
Poi ci ho ripensato: “In fondo anche io sabato ero in aula e spesso mi accade di lavorare di domenica.”
Forse per questo il lunedì non faccio fatica ad alzarmi o forse il vero motivo è un altro.

Me l’ha suggerito Andrea Ciraolo che oggi sul suo blog ha postato le 10 motivazioni per cambiare lavoro.
Su Pillole di psicologia si trovano anche ben argomentate. Eccole in sintesi.

1. Insofferenza nell’andare al lavoro.
2. Desiderio di cambiare l’attività lavorativa.
3. Alto livello di pettegolezzo.
4. Covare risentimento verso l’organizzazione.
5. Disturbi psicosomatici.
6. Sentimento di irrilevanza.
7. Lentezza nella performance.
8. Confusione organizzativa.
9. Venire meno alla propositività.
10. Aderenza formale alle regole.

Ammetto che prima di lasciare il mio bel posto fisso le ho vissute tutte e recentemente mi è accaduto di riviverle in occasione di una partership non proprio felice.
Le motivazioni indicate da Andrea esercitano un tale dolore su di noi al punto che, raggiunta una certa soglia, ci spingono ad agire. Già ma quale azione? La fuga!
Peccato però che non funziona come in amore dove vince chi fugge. (beh forse neppure in amore è così ;) )
La soddisfazione a lavoro si vince solo se le motivazioni sono positive:
- voglio crescere,
- voglio lavorare per un’azienda di cui condivido i valori,
- voglio fare un’esperienza all’estero,
- voglio incontrare nuove persone,
- voglio esprimere al meglio le mie potenzialità
Su Diario di bordo ve ne sono altre.
E tu cosa vuoi?

Pubblicato da admin il 10/05/2010

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Alla scoperta del coworking

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Sabato 17 aprile: tra le molteplici iniziative del fuorisalone anche il barcamp di COWO.
“Ma cos’è: una supercazzola?”  :o Mi hanno chiesto in facebook.
Diamo qualche definizione.
Un barcamp è una conferenza in cui ogni persona può proporre il proprio intervento in scaletta e dove c’è un alto livello di interazione tra i partecipanti. In teoria non dovrebbero esserci puri ascoltatori ma tutti dovrebbero partecipare con domande e contributi. Trattandosi del mio primo barcamp me ne sono stata zitta per vedere cosa succedeva.

COWO è un’iniziativa nata nel 2005 in California ed approdata in Italia nel 2009.
COWO sta per coworking, una bella opportunità per il numero sempre più nutrito di liberi professionisti che decidono di condividere l’ufficio non solo per ridurre i costi ma anche per incontrare persone con competenze a volte diverse dalle proprie.
Cos’è cowo? Niente di speciale - si legge sul sito italiano - solo un’ottima idea.
E devo dire che, dopo una giornata trascorsa a Milano, immersa nell’atmosfera del cowo temporaneo di business park MAC256, ne sono convinta anche io.  :)
Nell’intervento di apertura del barcamp Massimo Carraro ha introdotto alcune parole chiave del COWO.
SOSTENIBILITA’
FESSIBILITA’
NO BUSINESS PLAN
NO BREAK EVEN
RELAZIONE
Al 1 posto non c’è il profitto, ma la relazione.
Il COWO è innanzitutto un luogo di relazione ma non si deve confondere con un bar, un centro sociale o uno spazio dove la gente cazzeggia e chiacchiera tutto il giorno.
“Il cowo - prosegue Massimo Carraro - è una “piattaforma dove far succedere le cose”.
Ci sono molte persone che hanno splendide idee ma non le realizzano perché gli manca un pezzo, gli mancano delle competenze.
Ebbene, in un cowo è possibile trovare il pezzo che manca e portare a  termine i propri progetti, farli crescere, svilupparli con l’apporto di altri professionisti. 

Il primo COWO italiano è nato a Milano il 20 febbraio 2009. Oggi sono ben 36. Alcuni di questi erano presenti al barcamp con le proprie storie: il VEGA – Parco Scientifico Tecnologico di Venezia , la Pillola 400 di Bologna, il cowo di Udine.
Bellissimo l’intervento di Nicolò Borghi e Davide Rampanelli che hanno parlato di The Hub Milano,  lo spazio per chi ha idee per un mondo migliore.
Coworking: è tutto oro ciò che luccica? E’ una domanda che è lecito porsi. Vittorio Gentile ci ha scritto perfino una tesi. Il coworking è senza dubbio una grande opportunità a patto che si sappia gestire le relazioni e non è una cosa così scontata neppure in chi si definisce esperto in materia.  ;)  
 

Pubblicato da admin il 19/04/2010

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Io in Università

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Ci sono momenti in cui tutto sembra andare nella stessa direzione: ti capita leggere articoli o di incontrare persone che ti parlano “casualmente” della stessa cosa, come fossero segnali lasciati per essere seguiti.
Ma facciamo un passo indietro…
Ricordo che la mia prima iniziativa da consulente di carriera era rivolta ai neolaureati.
“Molti sono pronti a spendere fior di soldi per un master figuriamoci se non investono per capire QUALE master è più adatto a loro!…E vogliamo parlare di coloro che dopo un anno o a metà percorso si accorgono di aver sbagliato strada?” Queste le mie prime riflessioni.
Così con il mio amico Flavio e un’altra consulente organizzai un workshop grauito dal titolo “Il laureato entra in azienda” per publicizzare la nostra attività. Tutti i partecipanti furono soddisfatti ma nessuno inizialmente si rivolse a noi. Solo dopo un anno venni contattata da una di queste persone.
Oggi capisco che non c’era, per usare un termine tecnico (un pò brutto), massa critica.
Realizzammo solo due workshop e poi, scoraggiati dalla mancanza di risultati e dal fatto che l’Università di Bergamo aveva lanciato un servizio simile (ma non uguale), abbandonammo l’impresa.
Peccato!
Un altro passo
Nel 2008 il mio post “Depressione post lauream” che ancora oggi riceve commenti.
Non ho più risposto agli ultimi commenti perché non sapevo cos’altro dire.
Finché un giorno mi sono detta: “ma tu, ne vuoi solo parlare o vuoi cambiare le cose?”
Un altro passo
Allora ho mandato un messaggio ad Andrea Fontana  proponendo un mio intervento nel suo corso di storytelling e comunicazione d’impresa al’Università di Pavia.
E, detto fatto, lunedì 22 ho parlato  di personal storytelling e carriera con un gruppo di universitari.
Ho proposto di rileggere uno dei temi a loro noti, lo schema narrativo canonico, traendo spunti per la loro carriera.
L’eroe, l’impresa, gli avversari, il conflitto, il tesoro, il trauma, gli oggetti magici, gli aiutanti e perfino le nozze finali, ogni elemento dello schema narrativo ha una traduzione anche nella storia professionale di ognuno di noi.
Dopo un pò che parlavo di progetto professionale, talento, carriera… un ragazzo, il più anziano del gruppo, ha chiesto la parola e ha detto: “Credo che i miei compagni siano fortunati perché ascoltano queste parole a 23 anni. Se avessi seguito questa lezione quando avevo la loro età avrei fatto scelte diverse”.

In quel momento la mia mente è andata a tutti gli autori dei commenti al post depressione Post lauream:
Manuela, Runya, Davide, Laura, Manuel, Maria, Silvia, Barbara, Patrizia, Antolenna, Valentina, Laureatoo, Philip.
Per un attimo ho avuto la sensazione che fossero lì in quell’aula.
Altro passo
Dopo la mia lezione in Università una bravissima psicologa di nome Manuela, mi ha parlato del suo progetto di orientamento professionale per universitari e neolareati. Che caso!  :o
Un altro passo
La settimana scorsa ho partecipato a questa discussione sul blog di Manageritalia e una delle lettrici mi ha contattato tramite facebook.
Ah quasi dimenticavo
Al termine della lezione in Università ho raccontato la storia dei puntini di Steve Jobs.
Ai ragazzi non ho detto che anche io sto unendo i miei puntini.  ;)

Pubblicato da admin il 3/04/2010

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Professione home stager

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Tra i piacevoli e stimolanti incontri che hanno caratterizzato il 2009 c’è quello con Katerina Picasso e Mia Uebel, due home stager professioniste. Devo questo incontro a Manuela Longo, autrice di Mi invento un lavoro.  Grazie a lei ho scoperto una nuova professione che in America esista  già da 20 anni ma in Italia è agli albori.
Oltre ad essere una professione molto affascinante, particolarmente adatta per chi desidera conciliare lavoro e famiglia, può essere un’opportunità di differenziazione e qualificazione per chi opera nel mercato immobiliare.
Katerina e Mia sono le titolari di una delle poche società in italia specializzate in home staging, Karisma. Il loro obiettivo è diffondere la cultura dell’home staging e formare i professionisti di questo settore.
Trascinata dall’ entusiasmo di Katerina e Mia ho deciso di aderire al loro progetto, offrendo il mio contributo nella realizzazione di Professione Home Stager.

Il primo corso introduttivo si terrà il 6 marzo ma già da tempo ci stiamo muovendo per poter sensibilizzare il mercato.

Pubblicato da admin il 22/01/2010

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Quali mercati e quale management nel 2010 versione ebook

L’incontro del 13 luglio organizzato da Adico è disponibile in versione ebook (gratis per i soci Adico e a 36 € per i non soci) realizzata da Markomtv.

Ecco un piccolo assaggio dei contenuti.
L’incontro si è aperto con l’intervento del presidente Adico Michele Cimino che ha osservato l’assenza della parola “crisi” nel titolo dell’incontro.
In effetti la crisi ha fatto solo da sfondo di riferimento ma tutti i relatori si sono focalizzati maggiormente sulle opportunità del momento.
Giuliano Noci, Ordinario di Marketing al Politecnico di Milano ha parlato delle opportunità insite nella globaizzazione e nei mercati internazionali compresi quelli del cosiddetto “secondo mondo” (Corea del sud e paesi nordafricani).
Riccardo Garosci, Consigliere Istruzione Universita’ e Ricerca, Capo Progetto al Comitato di Candidatura Milano Expo 2015 ha illustrato i piani e le opportunità offerte dall’Expo.
Infine Monica Boni, Direttore Marketing Incentive e Servizi alla persona Accor Services ha parlato della solitudine (spesso voluta) del manager italiano e delineato l’opportunità di una nuova valorizzazione della funzione marketing.
Da più parti è venuto l’invito a manager e aziende a fare rete perché se piccolo è bello oggi purtroppo è anche debole.

Guarda la versione demo

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Pubblicato da admin il 5/08/2009

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Da manager a professionista: intervista con Maurizio Quarta

damanager.jpgIl manager diventa professionista.
Non si tratta solo di una scelta forzata: aprire una partita IVA per molti manager è infatti l’unica soluzione per restare nel mercato del lavoro (lo scorso anno dei 10 mila manager che hanno perso il posto di lavoro 3500 sono diventati consulenti) .
Quello richiesto oggi ai manager è un vero e proprio cambio di prospettiva, un nuovo modo di interpretare il proprio ruolo, “dal concetto di status (legato alla concezione del dirigente tradizionale) al concetto di valore/contributo che si è capaci di fornire, da una visione del rapporto dipendente-datore di lavoro a una visione fornitore-cliente, in cui il manager diventa professionista e fornitore strategico di tempo, energia, capacità e intelligenza.”
Questa è la tesi di base del libro curato da Maurizio Quarta e Paola Brivio per AISL realizzato con la collaborazione di realtà associative espressione di alcune tra le più rilevanti funzioni aziendali: ManagerItalia; ADACI (Acquisti); ADICO (Commerciale); AISL (Organizzazione); ANDAF (Amministrazione e Finanza); CLUB TI (Information Technology); FERPI (Relazioni Pubbliche); GIDP (Risorse Umane); IIM, Italian Chapter (Temporary
Management); PMI Rome Chapter (Project Management).

Ho avuto il piacere di incontrare uno dei curatori del libro, Maurizio Quarta
Managing Partner di Temporary Management & Capital Advisors.
Maurizio Quarta è anche National Coordinator di IIM – Institute of Interim Management, Italian Chapter, associazione inglese di temporary manager.
Da anni svolge un’intensa attività istituzionale per diffondere la cultura del temporary management che è forse l’epressione più tipica del passaggio di prospetitiva da manager a professionista.
In questa intervista Maurizio Quarta spiega come è cambiata la visione di imprenditori e manager italiani riguardo al temporary management.

Pubblicato da admin il 20/06/2009

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Cipriano Moneta: country manager di Xing

Con i suoi 7 milioni di utenti in Europa, Xing è il business social network che nel 2008 ha incrementato il proprio fatturato dell’80%.
Da Gennaio 2009 Xing è presente anche in Italia con un team di lavoro guidato da Cipriano Moneta.
Al country manager di Xing ho chiesto quali sono i fattori di successo di questo social network.

La creazione di community locali che organizzano eventi-momenti di incontro off line, supporto all’attività di recruitment, community aziendali…
(more…)

Pubblicato da admin il 9/05/2009

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