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	<title>La mia carriera</title>
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	<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 09:56:06 +0000</pubDate>
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		<title>Chi lo spiega a mia madre?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 09:56:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
&#8220;Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei mi crede pianista in un bordello&#8221;
E&#8217; il titolo del libro scritto negli anno 90 da uno dei miei miti, Jacques Séguéla.
Ora che anche la professione del pubblicitario è quasi finalmente sdoganata nella mente delle mamme è la volta di altre professioni.
Questa estate ne parlavo proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.lamiacarriera.it/wp-content/uploads/2010/09/chio.jpg" alt="chio.jpg" /></p>
<p><em>&#8220;Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario, lei mi crede pianista in un bordello&#8221;</em><br />
E&#8217; il titolo del libro scritto negli anno 90 da uno dei miei miti, Jacques Séguéla.<br />
Ora che anche la professione del pubblicitario è quasi finalmente sdoganata nella mente delle mamme è la volta di altre professioni.<br />
Questa estate ne parlavo proprio con un&#8217;amica che organizza bellissime iniziative ludico-educative per bambini.  <br />
Anche lei, come me, vive la frustrazione di dover spiegare e giustificare la passione per il proprio lavoro ad una mamma che invece vorrebbe per la figlia &#8220;UN LAVORO SERIO&#8221;.<br />
Ma qual&#8217;è il lavoro serio?<br />
Quello dello sportello di una banca?  Quello fisso? Quello che fai con l&#8217;unico pensiero del timbro del cartellino? Quello che fa guadagnare tanti soldi? Mah!</p>
<p>E&#8217; evidente a tutti (forse tranne a mia madre) che non sono proprio fatta per lavorare in banca.<br />
Quanto al lavoro &#8220;per sempre&#8221; sentite qui: &#8220;<em>il dipartimento del lavoro americano ha recentemente stimato che i laureati dei prossimi anni cambieranno almeno 10 posti di lavoro prima di avere 45 anni e i 10 lavori più richiesti saranno posizioni che nel 2004 neppure esistevano</em>&#8220;.<br />
(Fonte: Personal Branding di L. Centenaro e T. Sorchiotti) <br />
Beh il club del &#8220;chi lo spiega a mia madre&#8221; ha buone prospettive di crescita! <img src='http://www.lamiacarriera.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A parte gli scherzi le mamme possono essere un &#8220;<strong>amorevole strumento di sabotaggio di sogni professionali</strong>&#8220;.<br />
Talvolta proiettano i propri desideri o le proprie paure sui figli e così, senza saperlo, rendono più difficile il loro percorso di realizzazione.<br />
Ma con il tempo si cresce e si accetta il fatto che nonostante i &#8220;brontolmamenti&#8221; contineranno ad amarci.<br />
Questa consapevolezza ci rende liberi di cercare la nostra felicità professionale (e non solo) <img src='http://www.lamiacarriera.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Prima di pubblicare questo post l&#8217;ho letto al mio amico Flavio che mi ha suggerito una conclusione più divertente e certo meno retorica della mia.<br />
<em>&#8221; Magari qualcuno prima o poi creerà del gruppi di mutuo aiuto per mamme che non capiscono-accettano il lavoro del proprio figlio&#8221;</em>  Perché no? :)  La proporrò il 20 settembre al prossimo corso all&#8217;Ordine degli Psicologi.</p>
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		<title>Tutta colpa dell&#8217;eccesso di passione?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 16:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il mio ufficio HR]]></category>

		<category><![CDATA[La mia Amministrazione]]></category>

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		<category><![CDATA[Rosanna Santonocito]]></category>

		<category><![CDATA[valore]]></category>

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		<description><![CDATA[Spesso mi accade di avere un tema che mi frulla in testa per un pò, un&#8217;idea che rimane lì finché non assume la forma di un post grazie ad un evento, una email, un incontro, oppure il post di un altro blogger amico.
In questo caso devo ringraziare diverse persone.
Innanzitutto ringrazio Rosanna Santonocito che sul suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso mi accade di avere un tema che mi frulla in testa per un pò, un&#8217;idea che rimane lì finché non assume la forma di un post grazie ad un evento, una email, un incontro, oppure il post di un altro blogger amico.<br />
In questo caso devo ringraziare diverse persone.<br />
Innanzitutto ringrazio Rosanna Santonocito che sul suo Jobtalk ha postato <strong><a target="_blank" href="http://jobtalk.blog.ilsole24ore.com/jobtalk/2010/08/flessibili-o-precari-freelance-gli-errori-da-non-commettere-sono-almeno-26-.html">Flessibili o precari? - Freelance: gli errori da non commettere sono almeno 26</a></strong> del bravissimo Fabrizio Buratto.<br />
Al mio commento Rosanna ha risposto segnalandomi un altro interessante post (<strong><a target="_blank" href="http://jobtalk.blog.ilsole24ore.com/jobtalk/2010/08/il-lato-b-alla-larga-dalle-promozioni-invisibili-l-alert-%C3%A8-di-harvard-business-review.html#tp">Alla larga dalle promozioni invisibili</a></strong>) che ha completato il quadro di quella che io potrei definire la mia coazione a ripetere un errore professionale.<br />
Ho sempre pensato che la passione per il lavoro fosse un mio punto di forza. Recentemente ho rivalutato questo aspetto.<br />
In realtà credo che molti dei miei errori da dipendente e da libero professionista abbiano origine proprio nel mio eccesso di passione.<br />
Quando lavoravo in azienda sono giunta al punto di sentirmi come il personaggio di Zelig: &#8220;l&#8217;assessore alle varie ed eventuali&#8221; perché che quello di cui nessuno si occupava finiva sul mio tavolo.<br />
Un ex collega motivò la cosa dicendo: &#8220;Se avessi un nuovo compito da assegnare e due persone a disposizione, di cui la prima si occupa solo di una cosa e la seconda di 10, opterei per la seconda perché sarei certo che porterà a termine il nuovo compito come fa con gli altri 10.&#8221;<br />
Magra consolazione <img src='http://www.lamiacarriera.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' />  anche perché all&#8217;aumento di impegni non corrispondeva mai un aumento del mio stipendio.<br />
Ingenuamente pensai che le cose sarebbero cambiate da libera professionista e invece&#8230;<br />
Il desiderio di accrescere le mie competenze, la mia esperienza e visibilità mi ha portato a dedicare molto tempo a progetti poco o per nulla remunerativi e alla fine mi sono ritrovata con tanti &#8220;brava&#8221; ma pochi soldi.<br />
L&#8217;eccesso di passione a volte acceca e non ci permette di riconoscere i vampiri di tempo e valore che sono sempre agguato.<br />
Come ha scritto Rosanna Santonocito <em>&#8220;la passione crea valore: siamo sicuri che lo crei per noi, a conti fatti, e non se ne<br />
avvantaggino soprattutto committenti, partner-vampiri, collaboratori più sedicenti che tali, invece?&#8221;</em><br />
<strong>Non farti accecare dalla passione e dai valore al tuo tempo! <br />
</strong>E&#8217; una massima che ho imparato a mie spese e ho suggerito anche ad una persona che recentemente mi ha chiesto un consiglio via email.<br />
A proposito: per chi è troppo timido per postare un commento questo è il mio indirizzo<br />
<a href="mailto:h.ogliari@my-job.it">h.ogliari@my-job.it</a><br />
 </p>
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		<title>Anche da Firenze&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 09:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pausa caffe']]></category>

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		<description><![CDATA[Visto che io sono in vacanza ho ceduto a Dante il ruolo di blogger. Credo non serva aggiungere altro&#8230;   

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			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Visto che io sono in vacanza ho ceduto a Dante il ruolo di blogger. Credo non serva aggiungere altro&#8230;  <img src='http://www.lamiacarriera.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.lamiacarriera.it/wp-content/uploads/2010/08/ocio.JPG" alt="ocio.JPG" /></p>
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		<title>Kilometro Rosso come Verrocchio</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 15:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il mio R&amp;D]]></category>

		<category><![CDATA[Persone e professioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
La settimana scorsa ho visitato il parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso che dista solo pochi minuti da casa mia, eppure sembra appartenere ad un&#8217;altra dimensione.
I più lo conoscono come quel muro rosso lungo quasi 1 km che si vede dall&#8217;autostrada Milano-Venezia nei pressi dell&#8217;uscita di Bergamo, ma non tutti sanno che dietro quel muro rosso c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.lamiacarriera.it/wp-content/uploads/2010/08/1.jpg" alt="1.jpg" /></p>
<p>La settimana scorsa ho visitato <strong><a target="_blank" href="http://www.kilometrorosso.it">il parco scientifico tecnologico Kilometro Rosso</a></strong> che dista solo pochi minuti da casa mia, eppure sembra appartenere ad un&#8217;altra dimensione.<br />
I più lo conoscono come quel muro rosso lungo quasi 1 km che si vede dall&#8217;autostrada Milano-Venezia nei pressi dell&#8217;uscita di Bergamo, ma non tutti sanno che dietro quel muro rosso c&#8217;è un polo di eccellenza.  </p>
<p>“<em>Kilometro Rosso</em> - cito dalla presentazione - <em>è un Parco Scientifico Tecnologico: un luogo che ospita aziende, centri di ricerca, laboratori e attività di produzione hi-tech.<br />
Dotato di infrastrutture flessibili e d’avanguardia, Kilometro Rosso offre servizi di promozione, formazione, marketing, supporto e consulenza necessari ad incentivare la Ricerca, lo Sviluppo e l’Innovazione Tecnologica, al fine di creare un efficace network tra i propri partners e col territorio.<br />
Ispirato alla multisettorialità e alla multidisciplinarità, attrae iniziative in settori e ambiti disciplinari molto diversi: dalla meccatronica alle biotecnologie, dall’ICT ai materiali avanzati, dalla prototipazione all’energia&amp;ambiente, dal design al packaging.<br />
È un parco aperto ai rapporti con le aziende, gli atenei, le istituzioni territoriali e scientifiche, per realizzare con queste un dialogo proficuo e un’efficace sistema di relazioni.” </em>Per altre info <a href="http://www.kilometrorosso.it/">www.kilometrorosso.it</a></p>
<p>Il direttore marketing di Kilometro Rosso, Leonardo Marabini, nella presentazione ha utilizzato un&#8217;immagine significativa: <em>la Bottega del Verrocchio.</em></p>
<p>Nella II metà del 400 a Firenze il Verrocchio riunì nella propria bottega pittori, scultori, orefici, decoratori e allevò artisti del calibro di Leonardo da Vinci, Perugino, Domenico Ghirlandaio&#8230; Pare che in questa bottega siano stati fatti esperimenti per i primi colori ad olio.</p>
<p>E mentre Marabini illustrava come nel Kilometro Rosso avvenga l&#8217;incontro di discipline anche diverse come la meccatronica e la biotecnologia pensavo a quanto sia importante in ogni realtà la figura del<strong> linker</strong>.</p>
<p>Il linker è un professionista curioso, con una passione contagiosa per l&#8217;innovazione, capace di cogliere punti di contatto tra persone, cose e temi diversi, con uno sguardo che va oltre il presente.<br />
Il linker è un facilitatore di connessioni, un creatore di innesti che producono frutti nuovi ed inattesi.<br />
Il linker crede che il vero motore della crescita siano le relazioni.<br />
Peccato che spesso questa competenza non venga sufficientemente valorizzata dalle aziende. <br />
La presentazione del Kilometro Rosso si è svolta prevalentemente nell&#8217;area chiamata Centro delle professioni. Chissà se un giorno tra esse verrà finalmente riconosciuta anche quella del linker?  <img src='http://www.lamiacarriera.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>La carriera è come il maiale</title>
		<link>http://www.lamiacarriera.it/?p=456</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 15:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Quando pronuncio questa frase la gente sorride. Qualcuno, non credendo alle proprie orecchie, mi chiede di ripetere.
Ho proprio detto che la carriera è come il maiale!
Si dice che del maiale non si butti via niente (Beh confesso che la sola idea di mangiarne alcune parti mi fa un pò schifo). Questo vale anche nella carriera: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando pronuncio questa frase la gente sorride. Qualcuno, non credendo alle proprie orecchie, mi chiede di ripetere.<br />
Ho proprio detto che la carriera è come il maiale!<br />
Si dice che del maiale non si butti via niente (Beh confesso che la sola idea di mangiarne alcune parti mi fa un pò schifo). Questo vale anche nella carriera: <strong>non si butta via niente!</strong> <br />
La carriera intesa in senso verticale è sempre più sostituita dal modello a spirale o a reticolo.<br />
Su questo tema segnalo anche un interessante <a target="_blank" href="http://blog.leiweb.it/lavoro/2009/11/02/carriera-sempre-uguale-o-meglio-cambiare/">post sul Blog di Luisa Adani </a>.  <br />
C&#8217;è poi un terzo modello di carriera, quello di chi ad un certo punto del proprio percorso professionale si accorge di aver &#8220;sbagliato strada&#8221;, di aver svolto una professione in cui deve soffocare le proprie reali attitudini.<br />
Spesso mi accade di incontrare artigiani rinchiusi in corpi di manager, segretarie che potrebbero essere imprenditrici di successo, funzionari con la sensibilità dell&#8217;educatore&#8230;<br />
Alcuni decidono di riappropriarsi del proprio destino professionale. Altri invece vengono frenati dall&#8217;idea di dover buttare al vento tutta l&#8217;esperienza e le competenze sviluppate nel corso del tempo. Ma non è proprio così.<br />
Ho visto molte persone cambiare lavoro. In alcuni casi ho assistito a veri e propri salti mortali eppure ogni volta la nuova esperienza si arricchiva di quella precedente per quanto fossero distanti. <br />
Un esempio che conosco bene.<br />
Dopo aver svolto per qualche anno la professione di maestra alle scuole elementari, mia zia decise di iscriversi a medicina . Così, mentre le donne della sua età si laureavano lei era una matricola. Oggi è vice primario di nefrologia eppure quando spiega ad un paziente il funzionamento dei reni (fa degli splendidi disegni che chiariscono bene a chiunque concetti anche difficili), quando interviene come relatrice nei convegni di medici e in altre occasioni l&#8217;insegnante che c&#8217;è in lei si sente e fa la differenza.</p>
<p>Nel mio caso sono felice di essermi &#8220;sporcata le mani&#8221;, lavorando in azienda, occupandomi di comunicazione e marketing.<br />
Proprio dalla fusione della mia precedente esperienza con il corso di formazione in orientamento professionale sono nati i miei corsi di selfmarketing.<br />
Oggi mi accade addirittura di applicare quanto ho appreso nella mia breve esperienza come amministratore comunale grazie al Sindaco, il vice e gli altri assessori più anziani.</p>
<p>Insomma, <strong>per quanto il nostro percorso professionale possa essere articolato, non ci sono mai tagli netti con il passato ed ogni cosa raccolta lungo il cammino dà valore al resto del cammino</strong>.</p>
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		<title>Il tempo passa e tu che fai?</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 09:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Un altro post pubblicato dalla newseltter Jobrapido nella rubrica &#8220;Ridendo s&#8217;impara&#8221;.
(Clicca sull&#8217;immagine per vedere il video)
 

Una segretaria torna a lavoro dopo qualche anno d’assenza e…
Tutto è cambiato ma lei non sembra essersene resa conto. Così utilizza il pc come una vecchia macchina da scrivere. Certo la scena ci fa sorridere, ma se ci pensiamo bene offre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro post pubblicato dalla newseltter Jobrapido nella rubrica &#8220;Ridendo s&#8217;impara&#8221;.<br />
(Clicca sull&#8217;immagine per vedere il video)</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center"><a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=6Xa-rBtLd4I"><img src="http://www.lamiacarriera.it/wp-content/uploads/2010/07/30-07-2010-1138.jpg" alt="30-07-2010-1138.jpg" /></a></p>
<p>Una segretaria torna a lavoro dopo qualche anno d’assenza e…<br />
Tutto è cambiato ma lei non sembra essersene resa conto. Così utilizza il pc come una vecchia macchina da scrivere. Certo la scena ci fa sorridere, ma se ci pensiamo bene offre un suggerimento importante. Il mondo del lavoro è in continua evoluzione. Le conoscenze e capacità richieste oggi sono ben diverse da quelle di 10, 5 anni fa.<br />
Quindi è bene prestare attenzione a ciò che accade intorno a noi, aggiornarsi, investire sulla propria formazione.<br />
Ecco uno strumento online importante: <strong><a target="_blank" href="http://www.jobtel.it">Jobtel</a></strong><br />
Da oltre 10 anni JobTel è il principale portale per l’orientamento al lavoro e alla formazione. Si rivolge a: persone interessate alla formazione universitaria e continua, persone all’interno di un percorso di alternanza scuola-lavoro o di riqualificazione professionale, persone interessate alla ricerca del primo impiego o a cambiare lavoro, persone che vogliono mettersi in proprio interessate ad avere accesso ad agevolazioni e opportunità, insegnanti, formatori ed orientatori professionali.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non solo agenti immobiliari</title>
		<link>http://www.lamiacarriera.it/?p=450</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 14:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
 Tra i progetti di cui mi sono occupata quest&#8217;anno c&#8217;è quello di formazione home stager.
Ciò mi ha spinto ad approfondire la conoscenza del mercato immobiliare e delle sue professioni.
Per fortuna ho avuto degli ottimi trainer: Alessandra Sirtori, resp. marketing di Valtorta Immobiliare, creatrice di Italianhomestaging, Roberto Faini e Marco Clerici di World Capital!
Grazie a loro ho potuto scrivere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.lamiacarriera.it/wp-content/uploads/2010/07/casa.jpg" alt="casa.jpg" /></p>
<p> Tra i progetti di cui mi sono occupata quest&#8217;anno c&#8217;è quello di <strong><a target="_blank" href="http://www.home-stage.it">formazione home stager</a></strong>.</p>
<p>Ciò mi ha spinto ad approfondire la conoscenza del mercato immobiliare e delle sue professioni.<br />
Per fortuna ho avuto degli ottimi trainer: <strong>Alessandra Sirtori</strong>, resp. marketing di <a target="_blank" href="http://www.valtortaimmobiliare.it/">Valtorta Immobiliare</a>, creatrice di <strong><a target="_blank" href="http://www.italianhomestaging.com">Italianhomestaging</a></strong>, <strong>Roberto Faini</strong> e <strong>Marco Clerici </strong>di <a target="_blank" href="http://www.worldcapital.it">World Capital</a>!<br />
Grazie a loro ho potuto scrivere questo articolo per la newsletter di <strong><a target="_blank" href="http://www.jobrapido.it">Jobrapido</a></strong>. </p>
<p>Cerchi o vendi casa disperatamente? Oggi puoi chiedere aiuto non solo ad un <strong>agente</strong> <strong>immobiliare</strong> ma anche al <strong>flat hunter</strong> e all&#8217;<strong>home stager</strong>. Cosa si nasconde dietro questi inglesismi?<br />
Mentre il flat hunter aiuta chi cerca casa, l&#8217;home stager si rivolge a chi la mette in vendita.<br />
Il flat hunter e l&#8217;home stager sono in concorrenza con l&#8217;agente immobiliare? <br />
No, anzi&#8230;<br />
<a target="_blank" href="http://brands.recruitrapido.com/newsletterb2c_lug2010/NewsLetter2/Non_solo_agenti.html"><strong>prosegui la lettura</strong> </a></p>
<p>Oltre alle professioni citate nell&#8217;articolo, World Capital ha creato il <strong><a target="_blank" href="http://www.personalre.it/per_chi.html">Personal RE</a>, </strong>ovvero il Personal Trainer del business immobiliare,  &#8221;<em>un professionista abituato a lavorare in team sia nella ricerca e selezione delle migliori opportunità di investimento, che nella gestione e valorizzazione dei patrimoni immobiliari.<br />
</em>Insomma, nel mercato immobiliare non operano solo agenti&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Women in blue: qualche giorno dopo</title>
		<link>http://www.lamiacarriera.it/?p=448</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 09:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sala corsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi non ha potuto esserci ancora oggi mi chiede: come è andato il business happy hour Women in Blue? Rispondo qui così poi mi basterà inviare un link. :) 
Come nel primo Blue Lounge  mi sono occupata della comunicazione, promozione  e della logistica dell&#8217;evento.
Paola De Vecchi Galbiati si è occupata di: concept, confronto tra metodologie, raccolta e sintesi di casi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Chi non ha potuto esserci ancora oggi mi chiede: come è andato il business happy hour Women in Blue? Rispondo qui così poi mi basterà inviare un link. :) </p>
<p>Come nel primo Blue Lounge  mi sono occupata della comunicazione, promozione  e della logistica dell&#8217;evento.<br />
Paola De Vecchi Galbiati si è occupata di: concept, confronto tra metodologie, raccolta e sintesi di casi di studio.<br />
Lucilla Lanzoni si è occupata della brand identity (naming, logo, grafica)</p>
<p>Tra le presenti che hanno maggiormente animato il confronto c&#8217;erano Chiara Lupi, autrice del libro <a target="_blank" href="http://www.este.it/res/libri/libri_id/5/p/dirigenti+disperate"><strong>Dirigenti disperate</strong> </a>e Marisa Montegiove che ci ha raccontato la sua esperienza personale in azienda e ha presentato due iniziative molto interessanti del gruppo donne di Manageritalia,  <a target="_blank" href="http://donne.manageritalia.it/donne-work">http://donne.manageritalia.it/donne-work</a>   e quella del <a target="_blank" href="http://donne.manageritalia.it/un-fiocco-in-azienda"><strong>Fiocco in azienda</strong> </a>. Quest&#8217;ultima iniziativa ha suscitato molto interesse, come dimostra l&#8217;email che ho ricevuto da Manuela Puerari, psicologa del lavoro.<br />
<em>&#8220;È stato piacevole vedere l’impegno e la passione messa dalle donne presenti per gli argomenti e progetti sostenuti.<br />
Mi è piaciuto poter essere stata veicolo e portare al gruppo pari opportunità dell’azienda in cui ero ieri, del quale alcune rappresentanti erano in aula con me, l’iniziativa fiocco in azienda, assolutamente apprezzata.&#8221;</em></p>
<p> La parte più coinvolgente dell&#8217;incontro è stata quella in cui Paola ha proposto alle partecipanti un&#8217;indagine:<br />
Dati alcuni fattori (guadagno, riconoscimento, carriera, sfide, stile delle relazioni, cooperazione e sicurezza) indicate quale valore attribuisce loro una donna e quale un uomo (alto, basso, medio) e poi tracciate una curva ( del valore) al maschile e una al femminile.<br />
Al termine dell&#8217;indagine si è acceso il confronto ed è stato curioso notare come le risposte delle presenti siano state, nella maggior parte dei casi, in linea con le risposte fornite da un campione di 40 mila persone (uomini e donne) a cui negli anni 60 il sociologo Hofstede ha sottoposto la stessa indagine.  <img src='http://www.lamiacarriera.it/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif' alt=':o' class='wp-smiley' /> </p>
<p>La curva del valore al maschile è decisamente diversa da quella al femminile.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.lamiacarriera.it/wp-content/uploads/2010/07/bluevalori.png" alt="bluevalori.png" /></p>
<p>Quindi vi è un approccio maschile e un approccio femminile al lavoro?</p>
<p> <a href="http://www.lamiacarriera.it/?p=448#more-448" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Donne in blu: a proposito di valore</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 10:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Affari generali]]></category>

		<category><![CDATA[donne]]></category>

		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[squadra]]></category>

		<category><![CDATA[valore]]></category>

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		<description><![CDATA[
Pensavamo di essere in 15 e invece eravamo più di 30 al I blue lounge, il business happy hour che si è tenuto il 9 giugno al Crowne Plaza di Milano. Potere delle relazioni e del passaparola! 
Ma forse anche potere del tema e della formula che hanno stuzzicato la curiosità di molti.
Così la nostra chiacchierata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.lamiacarriera.it/wp-content/uploads/2010/06/slidewib2.jpg" alt="slidewib2.jpg" /></p>
<p align="left">Pensavamo di essere in 15 e invece eravamo più di 30 al <strong><a target="_blank" href="http://www.lamiacarriera.it/?p=438">I blue lounge</a></strong>, il business happy hour che si è tenuto il 9 giugno al <strong>Crowne Plaza</strong> di Milano. Potere delle relazioni e del passaparola! <img src='http://www.lamiacarriera.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Ma forse anche potere del tema e della formula che hanno stuzzicato la curiosità di molti.<br />
Così la nostra chiacchierata innescata dalla lettura di Strategia Oceano blu è proseguita ed ha coinvolto imprenditori, manager, rappresentanti di associazioni (AIDP, AISL, ALDAI&#8230;).<br />
La serata è stata così piacevole, stimolante e soprattutto florida di occasioni professionali che abbiamo pensato di riproporre un <strong><em>Blue Lounge</em></strong> in versione femminile il <strong>30 giugno</strong>.<br />
A trovare il titolo della serata ci ha pensato Paola De Vecchi Galbiati che settimana scorsa ha partecipato ad un interessante incontro sulle differenze di genere.<br />
<em>&#8220;Women in Blue: L&#8217;Innovazione di Valore e il Valore delle Donne&#8221;<br />
</em>Di cosa parleremo?<br />
Ora passo la parola a Paola:</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;innovazione di valore si basa su un elemento semplice e dirompente allo stesso tempo: <strong>rendere la competizione irrilevante.</strong><br />
Le strategie a cui siamo abituati sono fondate su logiche e schemi di tipo militare, con strutture, ruoli e obiettivi ben precisi. C&#8217;è sempre un nemico da combattere, c&#8217;è sempre un campo di battaglia, c&#8217;è sempre chi vince e chi perde&#8230;. forse perchè gli uomini vengono da Marte? forse&#8230;<br />
Partiremo dal presupposto che le differenze di genere che vogliamo analizzare alla ricerca di Innovazione di Valore riguardano un insieme di caratteristiche, di atteggiamenti e di approcci che al ruolo delle donne hanno di fatto  associato la creazione, la condivisione, il riuso, la multifunzionalità: tutti aspetti che consentono di &#8220;vincere senza competere&#8221; &#8230; forse perchè le donne vengono da Venere? forse&#8230;&gt;<br />
</em></p>
<p>Come ne parleremo?<br />
Non sarà un convegno, non sarà una lezione ma, come suggerisce il termine<em> lounge</em>, una serata fatta di racconti di donne a lavoro: donne alle prese con la gestione del tempo, delle relazioni (professionali e personali), dei problemi da risolvere&#8230; racconti di donne che non hanno bisogno della crema o del mascara di una determinata marca per dire: Perché io valgo!<br />
Cosa si porteremo a casa? Il ricordo di una serata piacevole, qualche utile consiglio, un pò di energia e perché no, magari una nuova &#8220;amica&#8221;. Alla faccia di chi dice che le donne non sanno fare squadra!  <img src='http://www.lamiacarriera.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>I posti sono limitati quindi per dettagli e partecipare <a href="mailto:h.ogliari@my-job.it">h.ogliari@my-job.it</a></p>
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		<title>Una rana per colazione</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 10:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Sala corsi]]></category>

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Oggi ho iniziato la mia giornata &#8220;mangiando una rana&#8221;! Niente paura ho usato le virgolette 
Naturalmente non l&#8217;ho fatto veramente. Ho solo seguito il suggerimento di Brian Tracy. 
Il principio di base è che se la prima cosa che fai di mattina è mangiare una rana viva, probabilmente capirai che nel resto della giornata non potrà accaderti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a target="_blank" href="http://www.amazon.com/Eat-That-Frog-Great-Procrastinating/dp/1576751988#noop"><img src="http://www.lamiacarriera.it/wp-content/uploads/2010/06/eatfrog.jpg" alt="eatfrog.jpg" /></a></p>
<p>Oggi ho iniziato la mia giornata &#8220;mangiando una rana&#8221;! Niente paura ho usato le virgolette <img src='http://www.lamiacarriera.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Naturalmente non l&#8217;ho fatto veramente. Ho solo seguito il suggerimento di Brian Tracy. </p>
<p>Il principio di base è che se la prima cosa che fai di mattina è mangiare una rana viva, probabilmente capirai che nel resto della giornata non potrà accaderti nulla di peggio di questo.<br />
Ci sono anche due corollari di questo principio.<br />
Ecco il primo: “Se devi mangiare due rane, inizia da quella più grande e disgustosa”.<br />
Il secondo è: “Se alla fine devi mangiare una rana non ha senso che tu ti sieda di fronte e la guardi per ore”. <br />
Naturalmente nella metafora di Brian Tracy la rana rappresenta il nostro impegno più pesante, quello che solitamente si mette in coda alla giornata e che poi immancabilmente si rimanda. Il guaio è che spesso quella è la cosa più importante per noi, da cui potrebbe cambiare la nostra carriera, il nostro fatturato o la nostra vita sentimentale, la nostra salute.</p>
<p>Ieri, per caso ho ritrovato un mio vecchio articolo sulla gestione del tempo pubblicato sulla newsleter HRD e ho pensato che fosse proprio adatto per il post del lunedì.  </p>
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