Opportunità

“Avevo un amico che non stava procedendo granché speditamente nel suo progetto di promozione. Un giorno si ritrovò a condividere lo scompartimento di un treno con il suo Presidente. Avrebbe potuto balbettare, rendersi ridicolo o essere troppo confuso o nervoso per approfittarne. Ma non fu così. Si comportò nella maniera ideale. Non fece altro che chiacchierare informalmente ma nella maniera ideale. Non fece altro che chiacchierare informalmente ma con il rispetto che il Presidente richiedeva, dimostrò una profonda conoscenza della
storia dell’azienda, della mission e degli obiettivi, si mostrò arguto e brillante, si espresse in maniera chiara ed articolata e, soprattutto, non tentò di approfittare della situazione in maniera manifesta: dimostrò di sapere quando occorreva tacere e fare un passo indietro. Il presidente disse al caporeparto che tra il suo
personale c’era un giovanotto brillante e aggiunse: “Fallo salire un po’, ok?”
Che altro poteva fare il caporeparto se non promuoverlo?
 
Impara a vedere le opportunità come un pallone: se viene lanciato nella tua direzione hai una frazione di secondo per afferrarlo!”
Richard Thompson, Fare carriera

Pubblicato da admin il 29/04/2008

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Magia del FOCUS

focus3.jpgUno dei momenti più belli della mia attività di consulente di carriera è quando ricevo una telefonata o una mail di un cliente che mi annuncia: “Finalmente ho trovato il lavoro dei miei desideri”.
Lo ammetto, un pò di intima soddisfazione data dalla conferma che avevo ragione c’è ;) , ma ciò che più di ogni altra cosa mi fa star bene in momenti simili è sentire l’emozione della persona che mi parla o mi scrive. 
Ieri sera, ore 20.30 circa, stavo preparando la cena, quando ho ricevuto una telefonata da Alessandro, un giovane ingegnere che ha frequentato il mio workshop di selfmarketing. Di tanto in tanto ricevo suoi aggiornamenti e qualche domanda ma ieri finalmente… 
Durante i miei corsi mi accade spesso di parlare del potere (quasi magico) del focus.
Io credo che una delle principali cause dell’insoddisfazione delle persone a lavoro dipenda dal fatto che i più si accontentano di un lavoro qualsiasi e non cercano il lavoro che desiderano.
Chi cerca un lavoro spesso sa bene cosa NON vuole, uno simile a quello vecchio, ma non ha ben chiaro COSA VUOLE, non ha in mente l’immagine del lavoro dei propri desideri. Forse perché mamma e papà ci hanno insegnato che non è beeeeeene sognare, bisogna vivere con i piedi per terra.
Eppure io alla magia un pò ci credo. Credo che quando una persona desidera fortemente qualcosa e si concentra su quella gli accadono cose strane, quasi magiche: incontri, eventi e situazioni fortunate che lo conducono a realizzare l’obiettivo su cui hanno concentrato la propria attenzione.
Ieri Alessandro mi ha dato l’ennesima prova di questa teoria.
Mi ha detto: “Sai Helga, all’inizio dell’anno ho scritto su un foglio le caratteristiche del mio lavoro ideale: niente più cartellino da timbrare, possibilità di crescita, retribuzione commisurata al ruolo… Quando mi sono presentato al colloquio con questa azienda il resp del personale mi ha descritto le caratteristiche della posizione che avrei dovuto ricoprire e ad ogni caratteristica che elencava mi dicevo: “Ma io queste cose le ho già sentite”… certo che sì. erano proprio le caratteristiche che avevo scritto su quel foglio!” :)
Ora Alessandro ha in mano una bella proposta di lavoro, ha dato le dimissioni e… chissà perché l’azienda dove ha lavorato finora ha cercato di rilanciare con una proposta di aumento. Finora non se ne parlava proprio.
Beh niente di meglio per aumentare il proprio potere contrattuale che avere un’altra proposta. 
Concludo con un: complimenti Alessandro!

Pubblicato da admin il 24/04/2008

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Professione Travel Writer

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“Antropologa di formazione, giornalista di professione, da oltre venti anni gira il mondo. Passione e lavoro hanno sempre coinciso per questa Italian Travel Writer.”
Quando ho letto questa presentazione mi sono detta: ecco una persona che vorrei intervistare per lamiacarriera. Detto, fatto!
Lei è Marina Misiti, ideatrice del bellissimo blog, donneconlavaligia.
Ci siamo conosciute all’interno del portale di social networking Neurona, da poco confluito in Xing.
Non ci siamo ancora incontrate off line, ma lo faremo presto.  Per ora ci siamo scambiate oltre ai link anche delle mail e quattro chiacchiere al telefono, eppure mi sembra di conoscerla da una vita.
Forse perché, sebbene io non abbia girato il mondo come lei, mi basta leggere il suo blog per avere la sensazione di  essere  stata sua compagna di viaggio.  Come amo dire spesso: quando metti passione nel lavoro che fai, si sente!
E a questo proposito la prima domanda che ho posto a Marina è stata:
quando hai deciso di trasformare le tue passioni in lavoro?
M. “A 7 anni e mezzo. No, non scherzo, davvero ebbi chiara la mia vision già a quell’età: accadde dopo aver visto al cinema un documentario etnografico su un Paese asiatico. Ricordo che presi appunti al buio tutto il tempo (avevo imparato a scrivere da un anno appena…) e giurai a me stessa che un giorno sarei andata a vedere con i miei occhi “questa strana  Asia” e il resto del mondo, avrei parlato con quella gente e ne avrei scritto per raccontarlo a chi restava a casa. Scrivere e viaggiare erano già le mie passioni, avrei trovato il modo per farne un lavoro. C’era già Donneconlavaligia in tutto questo, ti pare?”

Prosegui la lettura di questa intervista e lascia un tuo commento.

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Pubblicato da admin il 21/04/2008

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Di cosa hai paura?

In questi giorni sto girando come una trottola. Per questo non riesco a scrivere ogni giorno sul blog. Tra poco, ad esempio, partirò alla volta di Padova per la terza tappa del tour ”Perché lo meriti” e domani corso di leadership. 
Ieri mi è di nuovo capitato di leggere questo passo di Seth Godin che credo possa fare da sfondo a queste due giornate.

Di cosa avete paura esattamente?
Scegliete tra le voci in questo elenco:
- di essere rimproverati dal capo,
- di essere licenziati,
- che l’azienda chiuda per mancanza di ordinativi,
- che l’azienda sia rilevata da altri e vi licenzi,
- di non ottenere la promozione,
- di fare promesse che non potete mantenere,
- di sbagliare,
- che vi scoprano mentre usate la fotocopiatrice fuori dall’orario di lavoro,
- di non conoscere la risposta giusta.
Ebbene, se la vostra strategia è mantenere un profilo basso, svolgere il vostro lavoro, seguire le istruzioni e sperare che nessuno vi noti, a) nessuno vi noterà mai e b) non farete che aumentare le probabilità che accada davvero qualcosa di spiacevole.
Se invece vi farete conoscere come la persona che promuove il cambiamento, che sfida l’organizzazione a passare al livello superiore e che usa il proprio influsso perché si realizzino cose valide, avete il lavoro più sicuro del mondo.
Non pretendete di conoscere tutte le risposte, perché nessuno se la prenderà con voi se direte: “Non lo so”. Ma se vi circonderete di un team valido, pronto a seguirvi verso grandi traguardi, tutti ne trarranno beneficio.
Per raggiungere la grandezza non si può cercare di passare inosservati.
( Da Seth Godin, Il ruggito della mucca viola. Ci vuole coraggio a farsi notare)

Pubblicato da admin il 16/04/2008

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Carriera sbagliata?

Un uomo si mise in viaggio con la propria moglie. Era un grande amante della velocità. Aveva quindi lanciato l’auto in una corsa sfrenata, quando, ad un certo punto, dopo aver percorso un tratto di autostrada, la moglie aprì la carta stradale e gli fece notare: “Caro, abbiamo sbagliato l’entrata!”. Ma lui replicò orgoglioso: “Non importa; stiamo battendo un record!”.
(Il pesciolino alla ricerca dell’oceano, 100 racconti di Anthony de Mello, a cura di Elsy Franco )
Trovo che questo racconto descriva l’atteggiamento che molti hanno nei confronti della carriera.

Pubblicato da admin il 11/04/2008

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Il ghost writer in azienda

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Adoro leggere Jobtalk, il blog di Rosanna Santonocito, anche se nella maggior parte dei casi sono una lurker (ovvero mi limito a leggere e non commento).
Ieri però non ho resistito ed ho commentato un bel post di Marco Lombardi dal titolo  All’amore assente, il ghostwriter in azienda produce idee, il committente è il suo capo”.
In questo post si parla della figura del ghost writer ( per chi non sapesse chi è: dicesi “ghost writer” uno che scrive roba che firmano altri ben più noti di lui)  estendendola anche a coloro che in azienda lavorano su progetti che firmano altri.
“Cavoli - ho pensato - ma guarda un pò che bella consulenza di carriera mi sta facendo Marco Lombardi.” Già perché il suo post mi ha permesso di osservare la mia esperienza professionale da un altro punto di vista.
Anche io ho fatto la ghost writer per un pò (è stato il mio precedente lavoro), ma oggi ho capito di avere svolto quel ruolo anche prima, quando il mio resp. marketing firmava i miei lavori. Solo che allora vivevo il mio ruolo di ghost come una frustrazione e non come l’opportunità di imparare e crescere in un contesto protetto fino al momento in cui avrei avuto la forza di metterci la mia faccia (o firma).
Già perché a volte sta proprio qui il problema delle cosiddette “persone silenziose” (cito una canzone di Carboni che i miei coetanei ricorderanno)  in azienda. Non è sempre vero che nessuno ha offerto loro la possibilità di parlare. Semplicemente a volte hanno paura di “metterci la faccia”. E va tutto bene se il ruolo di ghost è scelto perché corrispondente alla propria natura o perché in quel momento rappresenta uno step del proprio percorso personale, ma se il ruolo di ghost appare come una gabbia senza via d’uscita sono dolori.
Forse per questo il protagonista del film ad un certo punto scompare nel nulla? Boh ve lo saprò dire quando vedrò il film.
Cmq vi consiglio di leggere il Post di Marco Lombardi. Lo trovate qui.

Pubblicato da admin il 9/04/2008

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Detti d’azienda

L’altro giorno una venditrice mi ha raccontato che nella sua azienda vige questo detto: “fatti un nome, pisciati addosso e ti diranno che sei sudato:)
Trattasi anche in questo caso di personal branding.

Pubblicato da admin il 9/04/2008

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Viva la leggerezza!

ombrelw1.jpgE’ da un pò che mi frulla in testa questo post.
Poi ieri uno scambio di mail con un cliente mi ha fatto dire: ok è venuto il momento.
Tema: “la leggerezza” o, come mi ha suggerito questo mio cliente, “la levità“. (Non a caso è uno scrittore ;) )
Da un pò di tempo a questa parte è diventato il mio segno distintivo. Chi legge questo blog o partecipa ai miei workshop mi dice spesso di avere una sensazione di leggerezza, che, badate bene, non è da confondere con superficialità o banalità.

Eppure prima vi assicuro che ero così pesante! Ma così pesante… :( Non intendo dire in senso fisico, ma in senso di approccio alla vita ed alle cose.
Sono una ex perfezionista ed una ex praticante dello sport della lamentela ed una ex seriosa.
Dopo una difficile attività di “disintossicazione” ora posso dire di essere cambiata e quindi di essere più  :-)
Questo è segno che non solo che cambiare è possibile ma bellissimo!
 A mie spese ho imparato che la perfezione, come dice un noto coach, è “il più basso degli standard”.
Tempo fa ho scritto un articolo dove ho descritto il perfezionista all’opera. 
Prosegui la lettura di questo post e se vuoi lascia un commento ;)

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Pubblicato da admin il 8/04/2008

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Why the boss really had to say goodbye!

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 “Why the boss really had to say goodbye” è il titolo emblematico di un articolo pubblicato da Business Week il 4 luglio del 2005. Notizia datata? Forse sì, ma io credo che valga la pena ricordarla, perché non è distante dalla situazione attuale.
Una società di formazione specializzata in leadership ha compiuto un’indagine su un campione di 1087 dirigenti.
Alla domanda: “perché hai perso il lavoro?” i dirigenti hanno risposto così.
il 31% non ha saputo gestire il cambiamento,
il 28% ha ignorato il “cliente”,
il 27% non ha migliorato le performance
il 23% ha negato o rifiutato di riconoscere la realtà emergente.

Pubblicato da admin il 4/04/2008

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la I regola della vendita

A marzo ho tenuto un corso di comunicazione persuasiva per 85 venditori. Età compresa tra i 19 e i 50 anni. Molti di questi, come è facile intuire, con un’esperienza di vendita ben più lunga della mia.
Eppure è andato tutto bene :) , meglio di quanto mi aspettassi.
Questo risultato lo devo anche a Jeffrey Gitomer, ai suoi libri ed alle sue newsletter.
In una slide ho anche riprodotto la sua immagine ed il suo motto: “Alla gente non piace farsi vendere qualcosa, ma adora comprare!!”
Oggi vorrei proporvi un video in cui Jeffrey illustra la regola principale della vendita.
E’ semplice, ovvia, scontata, tanto che a volte la gente se ne dimentica. Clicca sul televisore per vedere il video.

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Pubblicato da admin il 1/04/2008

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