
Lunedì 29 ore 16.00: due chiacchiere con Manuela Longo via skype.
Manuela: “Ho investito il week-end in un sondaggio tra amiche: chi di noi non ha vissuto una brutta depressione post lauream?”
Io: “Anche io ho vissuto un’esperienza simile. Beh con una laurea in filosofia non poteva che essere così…”
La sera tornando a casa dall’ufficio alla radio trasmettevano un’intervista ad un giornalista che aveva curato un’indagine sugli stipendi medi dei neolaureati. Alla domanda sulle facoltà da evitare la risposta è stata come immaginavo: quelle umanistiche, lettere, filosofia e simili.
Durante il tragitto mi sono fermata al BlockBuster e ho noleggiato il dvd di “Tutta la vita davanti”. Sapevo solo che trattava di lavoro precario ma niente di più.
Potete immaginare la mia sorpresa quando ho scoperto che il film parla di Marta, una brillante neolaureata in filosofia che va a lavorare in un call center.
Allora ho pensato allo sguardo di mia madre quando, dopo la laurea, ho trovato lavoro come commessa da Cisalfa e ho ripensato alle parole di Manuela: “la depressione postlauream è una cosa seria. Qualcuno fa fatica anche a denunciarla perchè pensa che così finisce per ammettere di aver fatto la scelta sbagliata e tanti si lasciano andare… mettono la laurea nel cassetto e vanno a fare le commesse…”
C’è stato un momento in cui anche io ho creduto di aver fatto la scelta sbagliata ma poi ho incontrato Flavio Mozzali, allora orientatore professionale, oggi mio grande amico e compagno di avventura, che mi ha fatto sentire meno sola, mi ha permesso di capire come potevo dare valore alla mia laurea ma soprattutto come impiegare il mio talento nel mondo del lavoro.
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