The “careermaker”: il workshop per chi vuol far carriera e non solo

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Ma si dai, oggi faccio un pò di pubblicità a me stessa.  ;)
Sabato 8 novembre a Milano terrò un workshop intitolato THE CAREERMARKER
Mi piace tantissimo tenere questo workshop, ma ancora di più ricevere le mail e le telefonate delle persone che applicano quello che hanno appreso in aula come ha fatto Alessandro in questa mail:
“Helga, ti ringrazio per le preziose informazioni che ci hai trasmesso nel tuo seminario. Ho messo in pratica molto di quanto appreso, cominciando a mettermi in gioco in un modo diverso, ed ho ottenuto dei risultati che prima solo sognavo!”
Ieri Flavio mi ha detto: “Ma è possibile che non ti decidi a dare un unico titolo a sto workshop?”
Certo, perché in realtà non è MAI lo stesso workshop, da un lato perché mi annoio a fare e dire le stesse cose, dall’altro lato perché le persone che vi partecipano cambiano e sono loro le vere protagoniste della giornata.
L’ho pensata e voluta così questa giornata: come un momento da dedicare interamente a quelle attività che, seppur importanti per la propria felicità professionale, vengono spesso trascurate a vantaggio delle mera esecuzione del lavoro. Mi riferisco ad attività come l’esplorazione del mercato del lavoro, la comprensione del proprio livello di occupabilità, la definizione un progetto professionale in linea con ciò che si vuole veramente.
Se a questo ci aggiungi anche una spolveratina di energia ne esce una giornata davvero gustosa.
Se ti ho incuriosito abbastanza chiamami (3338653449) o mandami una mail h.ogliari@my-job.it
 

Pubblicato da admin il 29/10/2008

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“In fuga dalla data-room”, quando la carriera diventa una gabbia dorata

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Alessandro Meravigli ha realizzato forse il sogno di molti studenti di giurisprudenza, lavora in uno studio prestigioso, guadagna molto più della media dei suoi coetanei, abiti firmati, black-berry, appartamento mansardato in centro a Milano, SUV di ultima generazione.
Cosa può spingere una persona simile a rivolgersi ad un consulente di carriera?
Forse l’ambizione di bruciare ulteriormente le tappe? Sorprendentemente, è invece l’insoddisfazione.
Ma come – verrebbe da pensare - “Anche lui? Ma allora non si salva proprio nessuno!!!”
In realtà alla base della decisione di Alessandro vi è la sensazione di non essere allineato con il contesto in cui opera, la sensazione che quel lavoro non corrisponda alle sue motivazioni più profonde e non gli consenta di esprimere i suoi veri talenti.
Due diligence, conference call, time table, wording, asap, data-room, la giornata di Alessandro è scandita da una lista interminabile di inglesismi e neologismi che ormai sono entrati a far parte del suo vocabolario e che gli fanno rimpiangere la lingua italiana.
E poi c’è il black-berry, che a volte sembra più un guinzaglio che un comodo strumento di lavoro.
Come la maggior parte delle persone, anche Alessandro di tanto in tanto sogna di cambiare lavoro, sogna di fuggire dalla sua “gabbia dorata”.
“In fuga dalla data-room” è proprio il titolo di questo bellissimo libro che ho letto tutto d’un fiato lunedì sera.
E’ il primo romanzo di Lazare Vittone, un giovane avvocato, già autore di numerose pubblicazioni su riviste giuridiche, che opera in un importante studio legale di Milano.
Milano non è solo lo sfondo in cui si svolge la vicenda, ma talora appare in primo piano riprodotta in una serie di scatti da angolature diverse, quelli dei diversi stati d’animo del protagonista.
Ciò che rende particolarmente piacevole questo romanzo è il continuo intrecciarsi della vicenda professionale di Alessandro con quella sentimentale, in un’altalena continua tra riunioni superserie, incontri amorosi, lampeggiamenti del black-berry e messaggi in chat.
Ad essere sincera, non ho mai creduto che la sfera personale e quella professionale siano nettamente distinte e soprattutto credo, come dice Lazare, che “la vita, al pari di una partita a scacchi, possa cambiare in poche mosse. Sposti un pezzo, liberi un corridoio per un altro e ti togli da un pasticcio che sembrava inestricabile.”
In fuga dalla data-room è dedicato “a tutti coloro che, almeno una volta nella vita, hanno sbagliato strada”. 
Io lo consiglio a chi ha la sensazione di aver sbagliato strada e non si rassegna all’idea che non vi sia via di scampo.    

Pubblicato da admin il 27/10/2008

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Cambiare con creatività

copertina-libro21.jpgIn questi giorni (23-26 ottobre) a Firenze, Fortezza da Basso si tiene il Festival della creatività.
La cornice ideale per la presentazione di “Cambiare con creatività”, un libro prodotto dalla community Psicolab, rivista online di ricerca e sviluppo in Psicologia e materie affini. Venerdì 24 ottobre ore 15, all’interno della Palazzina Lorenese, nell’area Cantiere Creativo-Alta Formazione del festival, autori, formatori, coach, professori e giornalisti animeranno una tavola rotonda per offrire uno sguardo creativo e al contempo rigoroso sul mondo della Formazione Esperienziale. Una Formazione vitale che si rinnova nei contenuti e nelle modalità, una Formazione sempre più necessaria sia in campo aziendale che personale, una Formazione che è percorso e stile di vita.
Sono proprio orgogliosa di dire che tra gli autori del libro c’è un mio grande amico, Paolo Svegli, un bravissimo formatore e coach.

Pubblicato da admin il 23/10/2008

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Riunioni: a cosa servono? Ma servono?

“Abbasso le riunioni”, questo è il titolo provocatorio di un articoletto pubblicato da Business People di ottobre.
Lo cito perché mi sembra interessante.
“Un approfondito studio dell’University of Michigan ha studiato diversi modelli aziendali concludendo che più del 50% delle riunioni sono inutili. Inoltre i meeting tenderebbero a creare logiche di vincitori e vinti, minando alla base lo spirito di squadra. Un trucco per vedere se la riunione è riuscita è vedere la durata, dovrebbe essere quella prevista. La Harvard Business School rincara la dose sostenendo che spesso i manager sono incentivati a non parlare durante la riunione in quanto il merito di un intervento riuscito è inferiore al costo di dire la cosa sbagliata.”

Ecco perché ho sempre pensato che siano molto più produttivi i cosiddetti Informal meeting. Ho appreso informazioni più utili e soprattutto risolto più problemi davanti alla macchinetta del caffé che non durante lunghe riunioni dove, lo ammetto, a volte la mia mente si assentava per dirigersi verso pensieri più piacevoli.  ;)  Mi accadeva soprattutto quando l’ex AD dell’azienda presso cui lavoravo attaccava ad autoincensarsi e in discorsi che assomigliavano alle “supercazzole” di Amici Miei.
E pensare che recentemente in un’azienda ho assistito ad una scena abbastanza grottesca: un CFO che di tanto in tanto andava a vedere chi c’era alla macchinetta del caffé per poi fare un dettagliato report al CEO. Anche questo un sintomo della crisi? Ma in questo modo come possiamo pensare di uscirne?

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Pubblicato da admin il 22/10/2008

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Orientarsi in tempi di crisi:la consulenza al ruolo

Vi ricordate il gioco della bandierina? Il personaggio con il fazzoletto in mano chiama un numero, in due siprecipitano nella sua direzione ed improvvisamente si bloccano ed aspettano una mossa falsa dall’altro per toccarlo ed aggiudicarsi il punto. In alcuni casi trascorre anche un pò di tempo nel quale i due avversari si studiano e magari fanno qualche finta ma in definitiva nessuno tocca la bandierina.
A volte nelle aziende ho la sensazione di assistere giochi simili a questo.
Peccato che ben pochi dimostrino di avre il vero spirito del giocatore.
“Il momento è serio, drammatico, c’è crisi, si brancola nel buio”.
Ma c’è una possibile via d’uscita?

la-consulenza-al-ruolo.jpgSo che sono un pò di parte ma credo che una possibile via d’uscita sia quella suggerita da Dario Forti nell’intervista realizzata da Luciana Zanon per 7th Floor.

Riporto due passi che ritengo importanti ma suggerisco di leggere l’intervista nella sua versione intergale su 7thfloor

“Il sentimento che si vive oggi, epoca di grandi trasformazioni e di grandi crisi, è lo stesso dei sudditi del ‘600, nelle Fiandre o nel Palatinato, quando continuamente passavano da un sovrano all’altro in seguito a trattati, negoziati o semplicemente matrimoni dinastici. È il sentimento di essere in balia di eventi totalmente al di fuori della propria capacità di controllo…
Come nei grandi film catastrofici si salvano quelli che sanno dove andare: nelle varie versioni della storia del Poseidon i sopravvissuti del piroscafo che si ribalta non sanno da che parte andare per salvarsi; fino a quando uno di loro, un giocatore d’azzardo che ne diventerà il leader, trova la via d’uscita dirigendosi
non verso l’alto dell’imbarcazione ma verso il basso dove ancora c’è l’aria.

E dunque per superare la paralisi c’è la necessità di un auto orientamento: non basta fare ricorso alle proprie risorse ma diventa fondamentale la lucidità (e alle volte il culo) di saper dove dirigersi. È fondamentale saper leggere la realtà, capire dove si è e quali strade ci sono davanti, come Teseo nel labirinto.”

Dario Forti è psicosocioanalista e co-autore con Daniela Patruno di “La consulenza al ruolo”.

Pubblicato da admin il 18/10/2008

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La crescita dei controller e contabili

costi.jpgStando ai di Excelsior, l’indagine annuale sui fabbisogni di professionalità promossa da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e l’Unione europea, Controller e Contabili sono le professioni high skills più ricercate dell’anno.
“Al termine dell’anno in corso, le assunzioni per queste figure dovrebbero raggiungere quasi le 53 mila unità tanto da valere da sole quasi un terzo (il 30,7 per cento) del gruppo qualificato delle professioni high skill. Nel 2006, le stesse figure, valevano “solo” il 23,3 per cento.”
Quelle del controller e del contabile sono certamente figure ad elevata competenza che hanno quindi costante necessità di aggiornamento sia in termini di conoscenze e skills hard ma non dimenticherei anche quelle soft, perché in fondo un controller non si relaziona solo con il foglio di excel. ;-)
In questo blog ho già parlato del progetto di Luca Vanzulli, ma oggi vorrei ricordarlo perché nel frattempo B2Corporate si è rinnovato.
Ecco le principali novità.
- Nuova veste grafica.
- Catalogazione degli articoli per categoria e motore di ricerca avanzato.
- YouB2C con possibilità di caricamento di video e screencast per spiegare modelli economici aziendali , teorie, strategie.
- Sezione Corsi (possibilità di pubblicare mini corsi focalizzati su specifici argomenti con applicativi flash, capaci di dare maggiore impatto e dinamicità ai contenuti).
- Sezione forum completamente nuovo.
- infine la newsletter periodica con news, articoli in anteprima e novità per i soli iscritti gratuitamente al sito. Sul nuovo sito è disponibile on line il primo numero di E-controlling la prima e-rivista digitale fatta interamente dagli utenti iscritti al Comitato B2C dei Controller.
E non è finita qui perché la mente di Luca Vanzulli è sempre in movimento, alla ricerca di soluzioni innovative e stimoli nuovi per chi in azienda ha il compito di far quadrare i conti.

Visita il sito B2Corporate.com

Pubblicato da admin il 9/10/2008

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Il segreto di Elisa

Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è,
invece di guardare il sole sorgere.

E miracolosamente non ho smesso di sognare.
E miracolosamente non riesco a non sperare.
E se c’è un segreto è’ fare tutto come se vedessi solo il sole.

Un piccolo souvenir dal concerto di Elisa di ieri ad Assago dove ho trascorso una serata speciale in compagnia di mia sorella.  

Pubblicato da admin il 8/10/2008

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Temporay manager

time2.jpgMartedì 7 ottobre 2008, dalle 15.00 alle 18.00 presso CENTRO STUDI AZIENDALI, Università degli Studi di Milano – Bicocca, P.zza dell’Ateneo Nuovo, 1, Aula U6/33.

Temporary Management: criticità e proposte tra
riconoscimento della professione e prospettive legislative.

E’ un’iniziativa ATEMA, Associazione per il Temporary Management in collaborazione con Centro Studi Aziendali.
Una discussione aperta con illustri giuslavoristi ed esponenti di rilievo del mondo economico sulla figura del T Manager.
Uno sguardo alle problematiche di un servizio sempre più utilizzato anche in
Italia, ma ancora in cerca di definizioni e di pratiche consolidate.
Informazioni ed iscrizioni sul sito di Atema

Pubblicato da admin il 6/10/2008

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La carriera vista da viaggiatori

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Tanto, troppo tempo è trascorso dall’ultimo post, ma negli ultimi 10 giorni non mi sono fermata un attimo ed ho acceso il pc solo per leggere la posta.
Sono stati giorni molto intensi e ricchi di incontri, scambi di visioni, ma soprattutto tanta energia in movimento, quella che piace tanto a me. :-)
Oggi vorrei parlarvi del mio incontro con i viaggiatori del Festival di Roma.
Alla tavola rotonda moderata dalla vulcanica Marina Misiti di donneconlavaligia hanno preso parte
la Valen di Italiani d’Argentina,
Francesca di PaeseCina,
Caterina di LonelyTraveller,
Antonio del Circolo dei viaggiatori e la moglie Giulia-la gatta sul tetto che scotta,
Anna di AcomeAvventura,
Daniele di Toonstravel
Lo ammetto, mi sentivo un pò fuori contesto prima del mio intervento. In fondo ero circondata da persone che nei propri blog parlano di viaggi e luoghi lontani, mentre io ultimamente non faccio altro che muovermi tra Bergamo, Milano e Roma. E invece proprio queste persone mi hanno hanno restituito un’immagine diversa del mio lavoro, nuove prospettive da cui osservare ciò che faccio quotidianamente, nuovi stimoli. Potere delle contaminazioni! ;)
Per superare l’iniziale imbarazzo e nel tentativo essere contestuale sono arrivata perfino a dire che io sono una sorta di “tour operator di viaggi interiori”. Che sofista! :)
Ma poi, ripensandoci su, in fondo è proprio così. Solo che, oltre al viaggio interiore alla scoperta del proprio talento, c’è anche il viaggio o meglio l’esplorazione del mondo che c’è intorno a noi. Quando le persone intraprendono un percorso di consulenza di carriera scoprono nuovi orizzonti, nicchie di mercato, professioni poco note ai più che assomigliano a certi luoghi in cui il turismo di massa non è ancora giunto e che, per questo, hanno un fascino tutto particolare.
Dunque saluto e ringrazio tutte le persone che hanno preso parte all’evento “la rete come diario di viaggio”, i blogger, il pubblico e chi ha seguito l’evento on-line.

Concludo citando una canzone di Irene Grandi che, grazie ad Antonio ho rispolverato, una canzone che parla di cambiamento, quello vero, che a volte può costare un pò fatica… ma ne vale la pena se siamo noi alla guida!
 
“Prima di partire per un lungo viaggio devi portare con te la voglia di non tornare più”
(Irene Grandi, prima di partire per un lungo viaggio)

Pubblicato da admin il 5/10/2008

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