Il lavoro ti sta stretto?

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 Un venditore intrappolato nel ruolo di contabile, un dirigente d’azienda che soffoca il proprio talento artistico, un’addetta all’amministrazione con una laurea in sociologia nel cassetto…
Molte delle persone che incontro nella mia attività di consulente di carriera vivono situazioni di questo tiopo
Una volta un amministratore delegato di 45 anni mi ha detto: “Per tutta la vita ho lasciato che  gli eventi e la mia famiglia scegliessero per me. Faccio ancora in tempo a cambiare strada e trovare il lavoro che fa per me?”  In casi simili le persone hanno la sensazione di aver perso tempo e che un cambio di carriera coincida con un salto nel vuoto, un taglio netto con il passato.
In realtà “non si butta via niente”,  ogni esperienza professionale permette di sviluppare quelle competenze “trasversali” (es. problem solving, intelligenza sociale, capacità di analisi…) che, seppur a diversi livelli, servono in ogni professione.  E poi non consiglierei mai ad una persona di fare “un salto nel vuoto senza paracadute”.

In un bel libro dal titolo “Identità a lavoro” scritto da Herminia Ibarra vengono narrate alcune vicende di persone che hanno cambiato lavoro ed in ogni caso si delinea più un’evoluzione che un salto netto, un’evoluzione nelcorso della quale la Hibarra suggerisce una pratica che trovo veramente affascinante: FLIRTARE CON LE PROPRIE IDENTITA’ PROFESSIONALI.
Come succede nei giochi di coppia, ci provi un pochino e poi se ti piace ci costruisci una storia seria ;-)
Ecco cosa intendo per flirtare con la propria identità professionale.
Un caro amico faceva l’assicuratore ed ora è un ottimo coach e formatore. Come ci è arrivato? Organizzando mini corsi e sessioni di coaching gratuite per amici finché non ha acquisito maggiore sicurezza (di sé ma anche del fatto che la professione del coach faceva al caso suo) e ha dato il via al processo di passaparola che gli ha permesso di avere i primi clienti paganti. Naturalmente nel frattempo ha anche curato la propria crescita, investendo sulla formazione.

Ieri una persona mi ha chiesto: “Ma in tempi di crisi secondo te la gente è pronta a rischiare?
Io credo che sia proprio in tempi dove non esiste il posto fisso e assicurato per sempre che valga la pena non accontentarsi di un lavoro qualsiasi. Cercare il lavoro in cui possiamo esprimere al meglio il nostro talento è il “segreto” per non restare mai senza lavoro.

SABATO 6 DICEMBRE A ROMA svelerò gli altri “segreti”. Clicca qui! 

Questa mattina su Facebook qualcuno proponeva “Molliamo il lavoro e apriamo un baretto sulla spiaggia”
Bach risponderebbe “se ci tengo a fare qualcosa non lo chiamo lavoro”. Ecco perché preferisco il mio lavoro al baretto sulla spiaggia. Mi diverto di più qui.
 

Pubblicato da admin il 25/11/2008

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I manager italiani nella ricerca di Adico-Eurisko

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Gli scenari di ruolo e il modello di sviluppo professionale dei manager italiani
Come affrontare la crisi di oggi?
 

Si terrà oggi a partire dalle 17.45 presso Villa Torretta a Sesto San Giovanni (MI) in Via Milanese 3.
Clicca qui per saperne di più.
Io ci sarò.

Pubblicato da admin il 24/11/2008

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Come riprendersi da un incidente di carriera?

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Come riprendersi da un incidente di carriera?
Lo spiegano Jeffrey Sonnenfeld (Presidente dell’Executive Leadership Insitute alla Yale University) e Andrew J Ward (Assistant Professor presso la University of Georgia) in un articolo pubblicato da Harward Business Review che ho ritrovato nella raccolta curata dal Sole24ore.
Dalle ricerche degli autori condotte su più di 450 sostituzioni involontarie di CEO avvenute tra il 1988 ed il 1992 è emerso che solo il 35% degli amministratori è riuscito ad occupare una posizione dirigenziale attiva nel giro di due anni, il 22% si è tirato indietro ed ha assunto solo mansioni consultive, generalmente effettuando consulenze per piccole imprese, il 43% ha terminato la propria carriera andando in pensione.
Il senso di colpa, in alcuni casi acuito involontariamente da parenti a ex colleghi impedirebbe ai leader di rialzarsi dopo la battuta d’arresto, L’articolo, oltre ad una serie di consigli tratti dall’analogia con il mito dell’eroe contiene anche alcune storie di leader che ce l’hanno fatta ad uscire dall’empasse (credo sia la parte più interessante dell’articolo).  Qui cito quella di Jamie Dimon che, a mio parere contiene degli insegnamenti molto utili non solo per leader.

Dopo 16 anni di collaborazione nella costruzione di Citygroup, Jamie Dimon fu licenziato dall’incarico di presidente della società dal presidente del consiglio d’amministrazione, Sandy Weill. Dimon capì che non era il caso di intentare una causa. Trovatosi senza impiego, Dimon lesse biografie di famosi leader americani che avevano sperimentato grandi sofferenze. Inoltre, iniziò a tirare di boxe, un altro modo, forse, di gestire lo stress e il dolore. Dopo un anno Dimon decise di porre fine a questa situazione, così invito Weill a pranzo per ringraziarlo.

Prosegui la lettura della storia di Dimon.
(more…)

Pubblicato da admin il 19/11/2008

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Mobbing: situazioni negative, azioni positive

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Recentemente in un mio corso di “gestione collaboratori” (beh già il titolo non è eccezionale, ma me lo sono ritrovato) un manager ha ribadito più volte il suo desiderio di eliminare i collaboratori.
Durante il corso abbiamo cercato di trovare delle soluzioni più produttive ai suoi problemi.
Spesso però chi non intravede questo tipo di soluzioni realizza i propri desideri di eliminazione attuando strategie di mobbing: pressioni psicologiche, “svuotamento” del ruolo, progressiva deresponsabilizzazione e sballottamento dei collaboratori da un ufficio all’altro.
Quando incontro persone che stanno subendo questo genere di trattamento ho l’impressione che si sentano come quei topolini in gabbia che vengono continuamente stuzzicati da bambini dispettosi.
Spesso queste persone hanno la sensazione che non vi sia alcuna via di scampo a questo supplizio e si lasciano privare di energie ed entusiasmo che potrebbero impiegare in un altro contesto a loro più congeniale.

Per questo motivo mi piace il titolo del convegno organizzato dal sole24ore.
MOBBING: Situazioni negative, azioni postive. Dove mi piace sottolineare la parola azioni.
Il convegno si terrà giovedì 20 novembre 2008 dalle 16,30 a Milano presso la sede del Sole24ore in via Monte Rosa 91 (sala Collina).
Moderatrice dei lavori: Rosanna Santonocito, giornalista e creatrice del blog JobTalk.
Ecco i temi:
-mobbing e risarcimento danni,  
-normativa (tra i relatori anche l’avvocato Stefano Beretta, di cui potete leggere un intervento su JobTalk),
- casistica e rimedi,
- le possibili difese del soggetto,
- il ruolo del sindacato,
- l’esperienza del comitato antimobbing dell’Università di Modena.
Per leggere il programma e conoscere le modalità di registrazione clicca qui

Pubblicato da admin il 17/11/2008

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Incontri

Un’altra settimana volge al termine e se mi guardo indietro la mia settimana è costellata di incontri
Lunedì in Adico ho conosciuto professionisti che a diverso titolo si occupano di marketing e vendite e ho visto all’opera Michele Cimino, Presidente di Adico, che io in tono scherzoso ho definito una giovane promessa del Marketing. Nonostante abbia superato i 70 anni, la passione di Michele per il proprio lavoro è sempre fresca e giovane. Ogni volta che lo incontro imparo qualcosa di nuovo.

Sempre lunedì ho incontrato un giovane broker che sta facendo una carriera strepitosa. Mi ha detto che in questi mesi ha sperimentato quanto sia vera la frase “Non conta cosa c’è scritto sul tuo biglietto da visita, conta il potere che hai conquistato”.

Mercoledì ho incontrato un manager a cui tempo fa hanno assegnato il ruolo di Resp. Progetti Speciali, che equivale ad uno stato di parcheggio. Eppure ha reinventato questo ruolo, mettendo in campo la propria intelligenza emotiva e creatività. Ha dato origine ad un servizio di qualità per i clienti ed i loro commenti positivi hanno spinto l’azienda a riconsiderare il valore di quel manager ingiustamente “parcheggiato”.

Infine un incontro di cui mi sento un pochino il link: quello tra Mattia Rossi, autore di alcune interviste apparse su Lamiacarriera e Marina Misiti di Donneconlavaligia. Ecco qui il frutto dell’incontro.    
Ho scoperto che questa natura di linker mi piace molto. :-)

Pubblicato da admin il 14/11/2008

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Manager: il tuo personal business plan

streetw2.jpgQual’è la paura più ricorrente dei manager oggi? Perdere il posto di lavoro.
Ma ancor prima del posto spesso i manager perdono la motivazione. Nei racconti di molti di loro colgo l’impossibilità di dare un significato al proprio lavoro, la mancanza di un perché. 
La scorsa settimana ho avuto l’occasione di confrontarmi su questo tema con Roberto Bonanomi, due lauree, una in scienze dell’infomazione + Master in eBusiness General Management ed una in psicologia. “Di giorno”, è un manager che opera presso una nota società di consulenza nel settore ICT, “di notte” (o meglio, nel tempo libero) opera come counselor ed offre supporto psicologico a famiglie in difficoltà. Qualcuno potrebbe pensare ad una sorta di dottor Jekyll e Mr. Hyde in positivo.
In realtà Roberto ha saputo integrare aspetti apparentemente distanti, il management e la psicologia in un progetto davvero interessante. 
Il progetto, realizzato in collaborazione con ALDAI, vede tra le sue iniziative divulgative un incontro che si terrà
Mercoledì 12 novembre a Milano
presso la sala viscontea di ALDAI in Via Larga 13
dalle 18.30 alle 21.
Titolo dell’evento: Manager, il tuo personal business plan. Dalla consapevolezza di sé all’efficacia nell’agire.
Sarà un incontro tra rappresentanti del mondo manageriale e imprenditoriale e psicologi.
Per info e iscrizioni clicca qui

Pubblicato da admin il 11/11/2008

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Un’antica storia che parla di talento

Ore 6.30. Sono sveglia da ben tre ore perché non riesco a dormire e dopo aver sistemato le ultime cosine per il corso di vendita che terrò oggi a Piacenza, mi sono chiesta: “Ma da quanto non posti sul blog?” Troppo tempo! Eppure di cose ne sono accadute in questi giorni ma oggi voglio raccontarvi una stori antica. L’ho scoperta quando preparavo la tesi universitaria e da allora mi accompagna.
La racconto spesso ai miei clienti e durante i miei corsi perché in essa è contenuto il senso della mia attività di consulente di carriera. 
E’ la storia di un rabbino, Eisik, che vive a Cracovia e una notte sogna un tesoro sepolto nei pressi della reggia di Praga. Giunto a Praga, mentre si aggira nei pressi della reggia viene fermato dal capo delle guardie che gli chiede il motivo della sua presenza lì.
Il rabbino racconta il proprio sogno suscitando l’ilarità del comandante che risponde: “Beh se è per questo anche io ho sognato un tesoro nascosto dietro la stufa nella casa di un rabbino di Cracovia, ma sono una persona ragionevole io, non credo mica ai sogni”.
Il rabbino ringrazia, torna a Cracovia e indovinate cosa trova dietro la stufa di casa sua? ;-)

Dimenticavo, forse qualcuno ci avrà visto una versione molto simile della fine dell’Alchimista.
In realtà questa storia è di gran lunga precedente, appartiene ad un antico manoscritto recuperato dal teologo Martin Buber.

Pubblicato da admin il 6/11/2008

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