Per Natale… un sorriso

In questi giorni è stato uno degli argomenti più dibattuti in azienda: la cena di fine anno. Fabrizio Buratto gli ha anche dedicato un post su JobTalk
C’è chi si è posto (solitamente è posta) il problema dell’abito da indossare un mese prima dell’evento o chi ha finto malori inesistenti pur di evitarla. Su Facebook ho letto addirittura l’allarme di ex collega dal tono fantozziano: “Stasera verrò crocifisso in sala mensa”. :(
Ma pensate se il vostro capo o collega si presentasse alla cena di Natale con questo simpatico accessorio?
   

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Un Natale ricco di  :-)  A tutti, belli e brutti 

Pubblicato da admin il 23/12/2008

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I creativi sono destinati a fare la fame?

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Ieri ho scoperto Gapingvoid, fantastico!
Vi riporto questa vignetta perché credo esprima una delle credenze più diffuse e ”castranti”: l’arte è qualcosa di diverso dal lavoro serio, quello redditizio. Ma è proprio vero? 
Hugh MacLeod non la pensa così e in fondo in fondo neppure io ;-)
Già che ci sono consiglio di leggere il suo articolo “Come essere creativi” 

Ah mia sorella  tempo fa mi ha anche parlato di un sito chiamato lavoricreativi che favorisce l’incontro tra creativi e aziende.   

Pubblicato da admin il 18/12/2008

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Possiamo permetterci il lusso del lavoro che piace in tempi di crisi?

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 Caspita come vola il tempo!
Ben 12 giorni di silenzio? Niente da dire? No Anzi.
In questi giorni mi sono accadute tantissime cose di cui parlare ed ogni volta pensavo: “Ci scriverò un post…”
Tanti incontri con persone che mi hanno suggerito un punto di vista nuovo.
Ho spunti per un sacco di post ma oggi vorrei citare Rosanna Santonocito, che, dopo un breve periodo di silenzio, ha riaperto i battenti di JobTalk con questa domanda: “Qual’è il lavoro che ti fa saltare giù dal letto la mattina tanto ti piace farlo?”
Mi piace anche citare Jacopo Fo che ha proposto il quesito nella formula: “Qual è il lavoro che faresti se fossi tu a pagare per farlo?”

Molte persone mi dicono: “Si vede che ti piace proprio tanto il tuo lavoro! Sei proprio fortunata!”
Già ma quanto mi è costato? Quanto ho pagato e sto pagando la soddisfazione di fare un lavoro che sembra fatto su misura?
Tanto! Ora giro come una trottola e non ho orario, non ho più uno stipendio fisso e se non “vendo” non mangio.  Ne vale la pena?
Assolutamente SI!

Qualche giorno fa una head hunter mi ha chiesto: “Ma in questo periodo di crisi in cui le aziende hanno bloccato le assunzioni c’è gente che si rivolge a lei per cambiare lavoro?”
Io ho risposto che paradossalmente questo è il momento giusto per chiedersi: “Qual’è il lavoro giusto per me?”   Forse mai come in questo periodo di crisi la gente ha avuto voglia di cambiare lavoro. La parola lavoro è tra quelle più ricercate su Google e chi compie queste ricerche non è solo gente che non ne possiede uno bensì gente che vorrebbe cambiarlo.
Anche nelle aziende in cui fino a pochi anni fa si investiva una vagonata di denaro in corsi, viaggi premio e altre iniziative simili si sono d’un tratto chiusi i rubinetti e sono state introdotte disposizioni che talora contraddicono quanto predicato fino a quel momento sui magazine interni.  

In molte persone che incontro vedo racchiusa la formula magica per uscire dalla crisi, un mix di audacia, passione e creatività.
Quali aziende sono a conoscenza di questa formula? Quali sono disposte a scatenare la reazione? 

Pubblicato da admin il 12/12/2008

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Il gioco delle colpe in azienda

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E’ uno dei giochi più diffusi in azienda: si chiama “lo scaricabarile”.
Si prende un problema, si trasforma in colpa e si getta addosso ad un altro giocatore, il quale, a sua volta, può restituirlo al mittente o passarlo ad un altro. Più grande è il gruppo e più frequenti sono i passaggi.
E intanto il tempo passa e poiché nessuno pensa a disinnescare il problema, questo rischia sempre più di scoppiare tra le mani di qualcuno. Il guaio è che a volte l’onda d’urto coinvolge anche chi sta vicino a chi ha ricevuto per ultimo la colpa e rilascia anche delle sostanze tossiche che si diffondono in tutta l’azienda.
Per discutere di questo tema la Commissione Studi di Aldai in collaborazione con Altra Psicologia ha organizzato UNA TAVOLA ROTONDA con rappresentanti del mondo manageriale, imprenditoriale e della psicologia. 
 Titolo: MANAGER: LA CULTURA DELL’ALIBI.
Una riflessione sulla dimensione psicologica della colpa come emozione motivante e limitante “la colpa dipende dal passato ma, molto di più, dal Sé immaginato”.
Quando? MERCOLEDI’ 3 DICEMBRE 2008, ore 18:30 presso la sede di ALDAI in Via Larga 31 a Milano (la Sala Viscontea). 
Per info e registrazioni clicca qui

Pubblicato da admin il 1/12/2008

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