Si riparte ma prima… perché?

Quest’anno vacanze mooolto lunghe.
Lo scorso anno ho commesso l’errore di non staccare per un pò e sono arrivata a luglio senza energie.
Così mi sono concessa qualche breve viaggetto e buone letture, soprattutto di roba che non c’entra (ma solo apparentemente) nulla con il mio lavoro.
Questa settimana sono ritornata a lavoro, ma non subito… prima ho fatto quello di cui parla Coelho nel brano “Manuel è un uomo importante e necessario”.
In realtà l’ho capito solo oggi, quando, al rientro in ufficio, ho fatto un salto su Jobtalk dove, tra i post che non avevo ancora letto c’era quello di Fabrizio Buratto.
Non poteva esserci un post migliore per festeggiare il rientro dalle vacanze.
“Agosto andiamo, è tempo di tornare al lavoro. C’è chi ritorna, se un lavoro ce l’ha, ma c’è anche chi parte o riparte: il tempo, il suo scorrere dettato principalmente dai ritmi del lavoro, non è per tutti uguale. A questo penso, nell’attesa del mio volo all’aeroporto di Orio al Serio, immerso nella lettura di “Sono come il fiume che scorre” di Coelho, proprio mentre attacco un brano che inizia così: “Manuel ha bisogno di tenersi occupato. Altrimenti si ritrova a pensare che la sua vita non abbia senso, che la società non abbia bisogno di lui (…) Manuel raggiunge il posto di lavoro e si concentra sulle pratiche che lo attendono. Se è un impiegato, cerca di fare in modo che il capufficio si accorga della sua puntualità. Se è un dirigente, chiede a tutti di mettersi al lavoro immediatamente.” Nel passo in questione, intitolato “Manuel è un uomo importante e necessario”, Coelho traccia il ritratto del lavoratore modello: dedito alla sua occupazione per la maggior parte del tempo e, in quello rimanente, alla famiglia.”
Prosegue qui Ne vale la pena!
Buon lavoro!
