Temporary Management: soluzioni per piccole e grandi imprese

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Martedì 20 settembre a partire dalle 1730 presso la Blend Tower (Piazza 4 Novembre, 7) si terrà un evento dal titolo
Temporary Management: soluzioni per piccole e grandi imprese.

L’evento è stato organizzato AIDP – Gruppo Regionale Lombardia e IIM – Institute of Interim Management Italian Chapter.

Dopo l’introduzione a cura di Enrico Cazzulani (AIDP Lombardia) io avrò il piacere di condurre il dibattito tra Maurizio Quarta, autore di Soluzione Temporary Management (Franco Angeli) e Gian Andrea Oberegelsbacher, autore di Temporary Manager , un manager al passo coi tempi” (IPSOA).

In realtà il dibattito inizia già nel libro di Gian Andrea Oberegelsbacher dove è stata pubblicata una mia intervista a Maurizio Quarta.
Ecco la prima domanda e la relativa risposta

D: Lei ha pubblicato nei mesi scorsi il suo ultimo volume sul temporary management: che senso ha un nuovo libro a distanza di così pochi mesi?

Quarta: “Tenuto conto che la produzione libraria italiana sul tema è davvero limitata – ricordo che dopo i volumi di Vergani, Golzen e il mio primo, è dal 2002 che non viene pubblicato più nulla - può effettivamente apparire a prima vista un po’ strano tutto questo fervore editoriale. La realtà è che al mondo del management e del business italiano un nuovo libro ben scritto non può che far bene.
Il discorso va inquadrato storicamente: il TM è presente in Italia, in forma strutturata, da oltre 20 anni, visto che le prime società specializzate hanno iniziato ad operare nel 1987. E’ però rimasto un servizio sostanzialmente di nicchia e a cui è stata dedicata un’attenzione abbastanza limitata.
Lo scenario odierno è decisamente cambiato: oggi se ne parla tanto, forse troppo e a sproposito, a causa del gran numero di crisi aziendali, dei tanti manager in cerca di occupazione e dell’attenzione verso il recupero di competitività delle nostre PMI.  A fronte di un grande interesse, c’è però anche tanta confusione legata alla presenza di un eccesso di offerta non qualificata, con il rischio che manager meno smaliziati e aziende, soprattutto PMI, poco abituate ad utilizzare manager restino invischiati in situazioni poco chiare.
Per orientarsi in tutta questa confusione, qualsiasi forma di comunicazione professionalmente valida è da ritenersi la benvenuta: conosco Andrea Oberegelsbacher da diversi anni e ho avuto modo di apprezzare sia le sue qualità manageriali, anche come temporary manager, sia la sua scelta di dedicare intelligenza e fatica ad una attività di comunicazione istituzionale  mirata a trasmettere al mercato i giusti valori e i giusti modi dello strumento.
Non è quindi un caso che, a parte il piacere di introdurre il suo libro, con Andrea abbiamo dato vita ad un sito informativo dedicato soprattutto al mondo delle PMI temporarymanager.com

Pubblicato da admin il 9/09/2011

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Prendo posizione!

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Roberto ha partecipato tempo fa ad un mio percorso di formazione ed ora legge il mio blog, inviandomi spesso commenti via mail. Dopo aver letto il mio post “paura di non essere all’altezza?” Roberto mi ha inviato l’immagine del cristallo e questo commento:

“Sai qual’è il mio motto…… “meglio invidiati che compatiti”.
Cara la mia Helga basta piangere e commiserarsi.
Hai voluto e vuoi fortemente questa  bicicletta? Adesso pedala…. che tu voglia o no la strada è questa.
Nel tuo ultimo post è come se la mia insegnante d’inglese tornando dall’Inghilterra mi avesse detto…”non ho capito neanche una parola….”
Nei tuoi corsi predichi bene poi nel tuo lavoro razzoli male…. e che fai ?
Lo sventoli ai quattro venti per la felicità della concorrenza e degli invidiosi, il dubbio dei tuoi potenziali clienti ed il dispiacere di chi ti conosce.
Cancella quel post autodistruttivo.
Capisco e condivido perfettamente la parte “etica/emotiva” che vorresti vivere nel tuo lavoro ( amore per lo stesso, amicizia ,riconoscenza, sacrifici ecc)…

ma è impresa quasi impossibile perchè poi devi fare i conti con quei figli di p. che ti circondano ( a tutti i livelli ) …

Basta. Basta. Basta….Basta buonismo.

Ti devi incattivire, incazzare, dire parolacce, sbattere le porte!!!!
Invece che i pat pat sulla spalla fai in modo che qualcuno ti faccia un gran complimento del tipo…”mmazza quant’è stronza stà moretta”.  
Devi cominciare a pensare ai fatti tuoi ed a ciò che più ti conviene.”

Apperò…. ;)
Pur avendo apprezato questa mail scritta con il cuore, non ho seguito il consiglio di Roberto. Il post è ancora lì e ho anche deciso di pubblicare il suo commento perché mi dà l’occasione di prendere posizione.
Qualcuno (non ricordo più chi) disse che “per posizionarsi bisogna prendere posizione“.
Ebbene io non voglio posizionarmi in mezzo alla massa di coach e consulenti che parlano solo dei propri successi e “trattengono sempre il fiato per non far vedere la pancetta”.    ;)
Da quando opero nel mondo della formazione ho incontrato troppa gente ingessata nella propria finta immagine di semidio, form-attori che recitano un copione, maestrine dalla penna rossa che preparano in dettaglio la lezioncina ecc…
Certo, l’ingessatura dà sicurezza e in questo momento il bisogno di sicurezza è così forte che le persone si attaccano a finti idoli pur di stare al sicuro.
Io preferisco percorrere il cammino dell’eroe che ogni giorno supera i propri limiti che restare in contemplazione di dinità dispensatrici di oracoli. E proprio per questo credo di poter essere più utile ai miei clienti e allievi.  
Coraggiosa o sprovveduta? Anche questo significa posizionarsi.  
Grazie Roberto! 

Pubblicato da admin il 8/09/2011

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Torna a settembre…

ombrelw1.jpgTorna a settembre non è solo il titolo di un vecchio film con Gina Lollobrigida e Rock Hudson ma anche ciò che accade ogni anno alla voglia di cambiare lavoro. Ne è prova il fatto che a fine agosto ricevo il maggior numero di email che dicono: “Ho deciso! Quest’anno si cambia!” “E’ venuto il momento di dare una svolta alla mia vita professionale” “Ho capito che devo cambiare aria a lavoro”.
Purtroppo spesso gli autori di queste intenzioni si perdono per strada.
L’abitudine, la paura dell’ignoto… prendono il sopravvento sulla voglia di cambiare. La mia esperienza di consulente di carriera mi ha insegnato che il lavoro che piace esiste e per trovarlo servono: testa, cuore e pancia.

Da tempo studio, raccolgo materiale, sperimento e per realizzare un workshop che si rivolga alla testa, al cuore e alla pancia ed ora è venuto il momento giusto…  Guarda come funziona

Pubblicato da admin il 7/09/2011

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Ridendo s’impara: a proposito di selezione

Tra industriali: “Sai, ho assunto un segretario affinchè mi risolva tutti, ma proprio tutti i miei problemi”. “Fantastico. E quanto gli dai?”. “Duecento milioni al mese”. “Cosa? E dove cavolo trovi tutti quei soldi per pagargli lo stipendio ogni mese?”. “Ah.. beh, questo è stato il primo problema che gli ho dato da risolvere”.

Una barzelletta che contiene uno spunto sottile su quale dovrebbe essere il giusto approccio nella selezione del personale.

Pubblicato da admin il 1/09/2011

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