Professione Travel Writer

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“Antropologa di formazione, giornalista di professione, da oltre venti anni gira il mondo. Passione e lavoro hanno sempre coinciso per questa Italian Travel Writer.”
Quando ho letto questa presentazione mi sono detta: ecco una persona che vorrei intervistare per lamiacarriera. Detto, fatto!
Lei è Marina Misiti, ideatrice del bellissimo blog, donneconlavaligia.
Ci siamo conosciute all’interno del portale di social networking Neurona, da poco confluito in Xing.
Non ci siamo ancora incontrate off line, ma lo faremo presto.  Per ora ci siamo scambiate oltre ai link anche delle mail e quattro chiacchiere al telefono, eppure mi sembra di conoscerla da una vita.
Forse perché, sebbene io non abbia girato il mondo come lei, mi basta leggere il suo blog per avere la sensazione di  essere  stata sua compagna di viaggio.  Come amo dire spesso: quando metti passione nel lavoro che fai, si sente!
E a questo proposito la prima domanda che ho posto a Marina è stata:
quando hai deciso di trasformare le tue passioni in lavoro?
M. “A 7 anni e mezzo. No, non scherzo, davvero ebbi chiara la mia vision già a quell’età: accadde dopo aver visto al cinema un documentario etnografico su un Paese asiatico. Ricordo che presi appunti al buio tutto il tempo (avevo imparato a scrivere da un anno appena…) e giurai a me stessa che un giorno sarei andata a vedere con i miei occhi “questa strana  Asia” e il resto del mondo, avrei parlato con quella gente e ne avrei scritto per raccontarlo a chi restava a casa. Scrivere e viaggiare erano già le mie passioni, avrei trovato il modo per farne un lavoro. C’era già Donneconlavaligia in tutto questo, ti pare?”

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H. E come ci sei riuscita? Quali i passi fondamentali. 
M. “Innanzitutto ho sempre avuto un’incrollabile fiducia che sarei diventata una giornalista, anzi un’inviato speciale (come nella poesia di Gianni Rodari), che mi sarei specializzata sugli Esteri e che dopo aver viaggiato tanto avrei realizzato un mio magazine. Quest’ultimo, in realtà, iniziai a farlo sui quaderni già alle elementari e a venderlo, naturalmente alla mia famiglia… Anni dopo a scuola ho studiato con impegno l’inglese, poi privatamente il francese e lo spagnolo: sapevo che mi sarebbero state utili un giorno. A casa poi tutti i giorni si leggevano intere “mazzette” di giornali, dai quotidiani ai periodici e io ritagliavo e mettevo da parte tutti i reportages dall’estero che trovavo (e che spesso erano di grandi firme). E leggevo, leggevo, leggevo… tutti i racconti degli inviati. Anzi, cercavo di imitarli  nei temi a scuola. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia mi sono specializzata in Antropologia e storie di vita, con interviste e lavori sul campo, in Italia e all’estero. Così, quando ho proposto reportage e interviste ai quotidiani che leggevo da anni, di fatto avevo già assorbito lo stile, le modalità del racconto, la tecnica… All’esame da giornalista professionista sono arrivata piuttosto giovane, ma di sicuro avevo già fatto molta gavetta”.

H. E quali le tue caratteristiche che hanno contribuito maggiormente a farti ottenere questo obiettivo?
“Tenacia, resistenza alla fatica mentale e fisica per i viaggi e i continui spostamenti, e determinazione nel non farmi distrarre da altri lavori “facili” che pure mi erano capitati. Penso per esempio all’unico concorso cui stavo per partecipare, quello per l’insegnamento alle superiori. Un giorno mi ritrovo con i moduli pronti per essere spediti: di fronte a me la buca delle lettere, poco più in là il cestino dell’immondizia. Un attimo dopo avevo gettato via tutto e… dato una spintarella al mio destino di viaggiatrice e raccoglitrice di storie”.

Cosa suggeriresti alle persone che desiderano intraprendere la tua professione?
“Umiltà nell’imparare sempre da chi ne sa più di te, correttezza nel trattare le vite degli altri, spirito di adattamento in ogni luogo, disponibilità all’ascolto più che al dialogo. Per tutto il resto c’è l’esercizio quotidiano… solo con questo bagaglio mi proporrei per una collaborazione giornalistica”.

H. E’ proprio vero che la “categoria dei giornalisti” è così chiusa?
M. “E’ chiusa nel senso che chi lavora in redazione in pratica ci vive dentro 14-16 ore come fosse in prigione! Scherzo, ma neanche troppo. Il ritmi e la tensione continua di questo mestiere fa sì che spesso si ceni insieme a tarda sera, si passino le feste con i colleghi anziché in famiglia, si commentino le notizie anche dopo la “chiusura”: finisce che ti senti un po’ parte di uno strano gruppo. L’importante è saperci ridere su ed esserne consapevoli, altrimenti ci si chiude davvero al resto del mondo”.

H. Hai incontrato dei maestri lungo il tuo viaggio?
“Sì, grandi e più di uno. Sia in redazione (alcuni miei ex caporedattori, bravissimi e instancabili al desk), sia nei miei viaggi: penso a una grande, anziana fotografa con cui ho condiviso una casa in Giappone, un progetto e molte altre avventure. Sono stata una “spugna”, cercando di imparare il più possibile”.

H. Come è nata l’idea di donneconlavaligia?
M. “Mi sono chiesta cosa avrei voluto leggere io, cosa non trovavo. La risposta è stata: un magazine online ricco e aggiornato ma anche un blog per intervenire, un diario di viaggio insolito raccontato da un’amica un po’ glamour, ma anche una community di viaggiatrici  da incontrare online e dal vivo. Tutto questo non c’era, allora ho deciso di crearlo io stessa e visti i risultati ne sono molto felice”.

H. So che stai scrivendo un libro. Vuoi darcene un’anticipazione?
M. “Parlerà di donne, di storie e di viaggi… e di cosa altrimenti?”

H. E infine la domanda che faccio a tutti: cosa significa per te “carriera”?
M. “Per me vuol dire raggiungere l’eccellenza in quella che è la tua attività, qualunque essa sia. La carriera non è tanto legata a gradi, livelli  e riconoscimenti decisi dall’esterno, quanto al raggiungimento di quello che ti prefiggi e che ti rende felice. Sì, credo abbia a che fare con la felicità. E per me, naturalmente è… poter continuare ad essere una “donna con la valigia”.

Pubblicato da admin il 21/04/2008

Filed under Persone e professioni | |



8 Risposte a: “Professione Travel Writer”

  1. serena Says:

    i brividi

    vado a leggermi i quotidiani

    e a preparare la prossima valigia

    e chi si ferma

    grazie.
    ci voglio credere

  2. estelfashion Says:

    ho avuto il piacere di conoscere personale Marina. Anch’io conosciuta inizialmente attraverso l’attuale Xing. E’ una donna assolutamente straordinaria e adoro i frammenti di viaggi che riesce a bloccare nei suoi scatti. Sono in perfetta armonia con la sua capacità di scrittura riuscendo così a tracciare un filo diretto tra immagini e parole! Brava! continua a viaggiare e a farci viaggiare!

  3. Donneconlavaligia Says:

    Beh, la passione qui non manca a nessuna di noi: a Helga, che ringrazio di cuore, per aver scritto un pezzo così autentico, a estelfashion per i suoi sempre appassionati commenti e a Serena che non conosco personalmente ma a cui auguro di fare mille volte la valigia per tutte le destinazioni che desidera. Se la nostra stessa vita è un “viaggio”, e probabilmente il più importante, allora non ci resta che preparare una bella valigia e partire!
    MarinaM

  4. admin Says:

    Bellissimo questo scambio di messaggi! :)

  5. Monica Testa Says:

    Marina non viaggia solo con il corpo, si porta dietro la mente e il cuore. I suoi sensi sono aperti, tesi, pronti a cogliere suggestioni vicine e lontane. In lei la passione si fa parola, racconto, immagine. E attraverso lei si aprono ogni giorno per noi infiniti portali di storie. Non fermarti, Marina. C’e’ sempre un altro luogo da visitare. Insieme.

  6. radha Says:

    La carriera e la dimensione interna si incontrano. Grazie Marina!

  7. Donneconlavaligia Says:

    Accidenti che belle parole! Queste sì che dànno la carica per ripartire….
    Grazie a voi.
    MarinaM

  8. Annick Says:

    Mi ricordo l’estate scorsa: passeggiavo con Marina nelle strade di Roma e approfittavamo di questo raro momento tranquillo derubato alle nostre vite di “donne in carriera” per raccontarci i nostri ultimi entusiasmi. Ero tutta presa dalla creazione del mio blog “Wellness Pittorico” e le raccontavo i miei progressi. Lei mi approvava ed evocava una sua idea ancora vaga. Ridevamo tanto, piene di fiducia sui nostri progetti numerosi. Beh! Ha percorso tanta strada e oggi la sua creazione “Donne con la valigia” riflette a pieno i suoi multipli talenti e la sua energia comunicativa. E vai Marina! Segui i tuoi sogni!

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