Il mestiere di scrivere

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L’autore di questo post è Mattia Rossi, Amministratore delegato di Bergamo Mercati con una grande passione per la scrittura.
Ci siamo conosciuti ad un evento promosso da Adico e da allora ci scambiamo link e pareri sulla scrittura. Uno dei nostri siti preferiti è certamente quello della business writer Luisa Carrada a cui Mattia ha fatto questa bella intervista. Passo la parola a Mattia.

Avete presente quell’antico egizio seduto a gambe incrociate, con tavoletta sulle cosce e stilo in una mano? E’ una delle icone più note dell’intera storia occidentale: lo Scriba. Figura tra le più autorevoli, ci dicono gli storici, perché per secoli, anzi: per millenni, quella di saper leggere e scrivere era un’abilità riservata a pochi. Poi è arrivata l’alfabetizzazione di massa, e chiunque oggi è capace di scrivere. Nel senso di mettere su carta una serie di parole formanti frasi di senso (quasi sempre) compiuto. Ma lo scriba non è andato in pensione, no. Quante vesti ha cambiato? Dal copista medievale, al segretario di corte rinascimentale, dal cancelliere al parroco e al farmacista del paesello, e al commilitone istruito che scriveva lettere in cambio di sigarette… Oggi probabilmente noi li chiamiamo “consulenti”. Insomma: ancora nel XXI secolo, Scrivere, con la S maiuscola, è un mestiere. Non ci credete? Luisa Carrada ci ha fatto un sito: il Mestiere di Scrivere, appunto. Chiedetelo a lei. Anzi no: gliel’abbiamo chiesto noi. A voi basta ascoltare. Pardon, leggere. E poi, se il caso, andare sul suo sito e… scriverle.

M. A noi che negli anni ’80 del Novecento andavamo a scuola, ripetevano fino alla noia cose tipo “siamo nell’era dell’immagine, e nel futuro sarà sempre di più così”. Adesso che siamo nel futuro, stiamo qui a parlare dello sviluppo del Mestiere di Scrivere. I conti non tornano. O sì?
L. “Le previsioni, anche le più azzeccate, non si avverano mai esattamente come le avevamo immaginate. Tantomeno quando si riferiscono a una rivoluzione epocale quale quella che stiamo vivendo da dieci anni a questa parte. Quindi sì, certamente, viviamo il trionfo dell’immagine, ma anche quello della scrittura. Perché nella vita lavorativa e sociale scriviamo tutti molto più di prima, a partire dalle email. Perché con la rete la nostra reputazione e i nostri rapporti professionali li costruiamo soprattutto attraverso la parola scritta. Perché in un mondo molto più frenetico e complesso, la scrittura rimane la “tecnologia” più familiare e a portata di mano per ordinare i pensieri ed elaborare nuove idee. E infine, anche perché il testo, le parole, sono ciò che ci permette di classificare, commentare, ordinare, aggregare, ritrovare anche i contenuti multimediali.”

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M. In questa “era del terziario” sembra che almeno la metà di coloro che non lavorano in fabbrica si occupi di comunicazione. C’è ancora spazio, e se sì dove di preciso, per chi si affaccia adesso al mercato del lavoro?
L. “Che tutti si occupino di comunicazione credo sia più un’impressione che la realtà, forse anche perché la comunicazione entra in tante altre professioni. È però vero che sono in tanti a volersene occupare, facendosi spesso sedurre da aspetti molto superficiali indotti soprattutto dalla televisione. Non a caso tutti vogliono fare i giornalisti e i pubblicitari, le professioni più glamour. Il mercato è quindi affollato da aspiranti comunicatori, molti di più di quanti ne possa assorbire. Emergere è difficile: ci vogliono soprattutto idee originali, tanta grinta e anche la capacità di guardare un po’ oltre quello che è già sotto i nostri occhi, verso quello che potrà essere tra poco.”

M. Stai facendo il lavoro che sognavi fin da bambina, oppure l’hai scoperto più avanti nella vita? Nella tua “lettera al visitatore” scrivi che il tuo sito è nato perché te ne serviva uno e in giro non se ne trovavano: ma allora è proprio così che funziona? “Non seguire la tua strada: creala”?
L. “Non faccio assolutamente il lavoro che sognavo non dico da bambina, ma nemmeno da universitaria. Sono laureata in lettere moderne con una tesi sull’arte fiorentina del quattrocento, e pensavo che avrei avuto un futuro in un archivio o in un museo. Anche perché ero timidissima e la comunicazione non era certo il mio forte. Poi la vita è andata diversamente e io l’ho seguita, prima un po’ recalcitrante, poi con sempre maggiore convinzione, finché il lavoro ho finito con l’inventarmelo.”

M. Quali sono state le tue caratteristiche personali che ti hanno permesso di fare tutto ciò?
L. “Non credo di essere particolarmente brillante e originale, però sono molto tenace e quando comincio una cosa vado fino in fondo. Insomma, non mi arrendo facilmente alle difficoltà. Nella rete ho trovato veramente il mio luogo di comunicazione ideale, per tanti motivi: perché puoi lavorare in solitudine e al tempo stesso essere connessa con il mondo, perché è un luogo di studio e io amo leggere e studiare più di qualsiasi altra cosa e poi perché è, appunto, un luogo in cui tenacia e pazienza pagano. Contrariamente a quello che di solito si pensa, le relazioni e la comunicazione in rete si costruiscono nel tempo. A volte ci vogliono anni, ed è quanto mi è successo con il Mestiere di Scrivere.”

M. Quanto conta incontrare un maestro sul campo? Ne hai avuti?
L. “Sì, ne ho incontrati, ma pochi, forse due, nei primissimi tempi della mia vita professionale. Persone che mi hanno sì insegnato, ma soprattutto hanno creduto in me e visto delle potenzialità che io non pensavo affatto di avere. La rete mi ha poi permesso di avere molti maestri, professionisti e scrittori che ho letto con passione, che mi hanno profondamente influenzata e che non ho mai conosciuto personalmente. Sul sito e sul blog rendo omaggio a tutti.”

M. Nel tuo blog, domenica 30 marzo 2008 hai scritto: “Nella mia vita professionale sono successe più cose negli ultimi quattro anni che nei quindici precedenti”: è stata un’accelerazione dovuta a una “crisi di crescita” personale? Oppure l’inizio di una nuova epoca in cui tutti quanti siamo destinati a vite in cui “succedono cose” a ritmo sempre più serrato?
L. “Sì, c’è stata sicuramente la crisi di crescita, ma sono stata molto fortunata, perché ha coinciso sia con un momento il cui il Mestiere di Scrivere era ormai un sito molto conosciuto e affermato, sia con un momento in cui internet era effettivamente diventata il luogo ideale per i professionisti della comunicazione, non solo per conoscere, ma anche per “farsi conoscere”. Qualcosa che ho aspettato con fiducia per parecchio tempo. Così, lasciare l’azienda in cui mi sono formata e ho lavorato per molti anni e lavorare come libera professionista per tante aziende diverse non mi è sembrato più un salto nel buio ma una scelta naturale.”

M. Caratteristica di internet è, o dovrebbe essere, il confronto aperto, a doppio senso di marcia, sui contenuti: qual è la tua esperienza, a partire dal tuo sito e dal tuo blog? La gente naviga davvero “dentro” il web oppure tende a “guardarlo” soltanto come fa con la tv?
L. “La mia è un’esperienza molto settoriale e così il mio punto di vista. Certo che la gente naviga “dentro” il web, almeno moltissimi lo fanno e producono nuovi contenuti e nuove idee.”

M. Quali sono le categorie, professionali e produttive, che più e meglio utilizzano le risorse della Grande Rete per fare business? Quale valutazione daresti sul grado di maturità raggiunto in Italia riguardo a questo?
L. “Anche qui il tema è enorme e la mia prospettiva molto particolare, ma mi colpisce sempre di più quanti piccoli artigiani e produttori di nicchia italiani scoprano nella rete il luogo migliore per uscire dai confini del proprio paese e della propria regione, raccontare con passione il proprio lavoro, mostrare le proprie creazioni, proporle e venderle con convinzione e orgoglio a un mercato qualche volta davvero globale.”

M. E per chiudere, la domanda d’obbligo: che cosa significa, per te, l’espressione “fare carriera”?
L. “La mia idea di “fare carriera” è profondamente cambiata nel tempo. Oggi è fare, in una dimensione di libertà, il lavoro che per molto tempo ho solo immaginato e sognato di fare, scrivendone ogni giorno su un sito e su un blog. Scrivevo, sì, ma con tutti i vincoli buoni e cattivi di una grande organizzazione. Con molte sicurezze, ma anche tanta monotonia. Oggi riesco molto più spesso a lavorare dove e quando voglio e, quando sono fortunata, anche con chi mi piace. Ma è stato un cammino lungo, con molti momenti difficili e qualche occasione giusta al momento giusto. Un cammino che naturalmente prosegue… la rete ha abituato al cambiamento continuo anche una dalla natura conservatrice come me.”

Luisa Carrada ha da poco pubblicato un libro che ha lo stesso titolo del suo sito, il mestiere di scrivere

Pubblicato da admin il 6/05/2008

Filed under Persone e professioni | |



5 Risposte a: “Il mestiere di scrivere”

  1. Piervincenzo Canale Says:

    Complimenti a chi ha scritto quest’intervista e soprattutto complimenti a Luisa Carrada. Ogni volta che leggo i suoi scritti o qualcosa che la riguarda come questa volta ho la sensazione di una persona davvero positiva, piena di grinta e voglia di fare. Mi fa pensare a quant’è bella l’Italia, nonostante tutta la spazzatura che c’è.

  2. Cristian Carboni Says:

    complimenti sia a chi ha scritto l’intervista, sia a Luisa Carrada.

  3. Marina Says:

    Il segreto di una buona intervista è prepararsi bene e fare domande intelligenti. Lode a Mattia. Luisa non ne ha bisogno, è già conosciuta e apprezzata.

  4. claudia n. Says:

    Un’intervista che mette in luce alcuni aspetti profondi della vita di una donna di “oggi” che attraverso i mezzi tecnologici trova e valorizza la sua dimensione professionale e personale.
    Un’intervista dal risultato eccellente grazie all’incontro di due persone indubbiamente di grande spessore umano e intellettuale.

  5. admin Says:

    Sono perfettamente d’accordo con te Claudia.
    Ho già provveduto a segnalare i tuoi complimenti a Mattia che ne sarà felice.

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