Marco Lombardi: una carriera da film
Tra gli strumenti d’aula che prediligo ci sono i film. Anzi, più che strumenti, sono dei veri e propri colleghi a cui ogni tanto mi piace cedere lo parola.
Perché sprecare mille parole e tediare le persone con lunghi discorsi? A volte basta usare una scena tratta da “Chocolat”, “Il Grande capo”, “Il diario di Bridget Jones”… per trasmettere dei messaggi direttamente al cuore (oltre che alla mente) delle persone.
Non sono una grande esperta di cinema, lo ammetto, ma poco alla volta sto conoscendo sempre meglio questo fantastico mondo anche grazie alla rubrica Job Fiction & Film di Job Talk curata da Marco Lombardi.
Recentemente ho avuto il piacere di chiacchierare con lui non solo di cinema (per la verità lui parlava ed io prendevo appunti :-)), ma anche di carriera.
Bella storia (o avventura) professionale quella di Marco Lombardi, iniziata nel 1987 in FIAT dove si occupava di relazioni sindacali. “Allora - racconta Marco - ero solito indossare un papillon per distinguermi dagli altri e ciò mi valse l’ostilità di un manager che cercò di ostacolarmi in tutti modi…”.
Non vorrei fare della facile dietrologia, ma forse fin da allora quel papillon lasciava presagire un percorso di carriera non proprio standard ![]()
Nel ‘91 Marco Lombardi passa in Danone con il ruolo di Responsabile delle relazioni sociali, comprendente la comunicazione interna e la formazione. Poi il passaggio ad altri importanti aziende (Saiwa, Tele +, Recordati, … ) per poi diventare direttore del personale in Secondamano e in Kelly Italia.
Fin dai tempi di Fiat, peraltro, Marco Lombardi ha sempre vissuto una “doppia vita professionale”, quella del critico cinematografico, che l’ha portato a “giocarsi” tutte le ferie per assistere ai festival di Venezia, Cannes, Berlino, ecc.
Poi un giorno, all’età di 35 anni, la svolta.
Dinanzi alla proposta di fare l’inviato per RadioTre Marco decide di unire due strade finora parallele ma distanti: passione e lavoro. Coglie l’opportunità, lasciando il certo - un posto fisso e ben retribuito - per l’incerto. Qualcuno direbbe che è caduto nel precariato, ma per lui non è solo così. Infatti, a partire da quella decisione, il “nuovo mondo libero” di Marco Lombardi (per dirla con l’ultimo e “bellissimo” – parole di Marco Lombardi – film di Ken Loach, “In questo mondo libero“) si è popolato di ruoli, attività ed esperienze affascinanti che esprimono la sua poliedrica natura.
Autore di programmi radiofonici e televisivi, selezionatore di opere prime per la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, autore di sceneggiature e saggi, direttore di festival cinematografici, consulente per case di produzione e distribuzione cinematografica, autore di articoli per Job24 e la rivista di AIDP, Marco Lombardi è anche coautore de Il grande libro del cinema per manager e Il grande libro della letteratura per manager.
Anche a Marco Lombardi ho chiesto: Cos’è per te la carriera?
Ecco la sua risposta: “La carriera è una piccola cosa dentro ad una grande cosa che è la vita. Tutto sta a trovare gli equilibri giusti”. Facile a dirsi, no?