Il personal business plan del temporary manager

Perché temporary manager?
Quando rivolgo questa domanda ai manager italiani solitamente ricevo due generi di risposta.
Usando una metafora bellica possiamo chiamarle la risposta di ritirata e quella di attacco.
La prima è tipica di chi vede nel temporary l’ultima possibilità di rientrare nel mercato del lavoro.
La risposta di attacco è invece propria di chi vede in questa professione una nuova sfida.
Dunque per alcuni manager la parola temporary indica semplicemente uno stato causato da una congiuntura sfavorevole, per altri invece è una vera scelta di campo.
A chi è in ritirata ricordo sempre la frase di Maurizio Quarta: “il TM rappresenta la soluzione umana ad un problema di business e non viceversa.”
Il passaggio da permanent a temporary non si risolve solo in un cambiamento di tipo contrattuale, ma richiede anche un cambiamento (ben più profondo) d’identità: da manager a imprenditore di se stessi.
Al pari di un’azienda, il TM dovrebbe dotarsi di un business plan strutturato nel seguente modo: presentazione, analisi di mercato, strategia di selfmarketing e previsioni economico-finanziarie.

Continua la lettura del mio articolo pubblicato dall’ Associazione Direttori del Personale.

Pubblicato da admin il 10/02/2010

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