La diplomazia si racconta
Diplomathìa… L’arte di imparare due volte: messaggi dal G8.
In questo libro si trovano i racconti dei liaison officers, i giovani funzionari diplomatici che si sono presi cura delle delegazioni straniere durante il vertice dei ministri degli Affari esteri di Trieste nel giugno 2009 e il Summit dei capi di Stato e di governo dell’Aquila.
Il libro, a cura del capo della delegazione del Ministero degli Affari Esteri per la Presidenza Italiana del G8, Fabrizio Petri e del suo vicario, Fabrizio Lobasso, riporta anche i contributi di altri diplomatici e un interessante approfondimento sulle abilità comunicative necessarie per chi opera in contesti multiculurali realizzato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia. La prefazione è del Ministro Franco Frattini.
In poco più di 100 pagine ho trovato un evento storico raccontato dai protagonisti, spunti di formazione, comunicazione, scienze politiche, antropologia…
I molteplici piani di lettura del libro sono ben sintetizzati in questa frase di Fabrizio Lobasso.
Questo “è un libro che racconta innanzitutto di esseri umani che per alcuni giorni si vestono da protagonsiti e con coraggio e pazienza affrontano timori, dubbi imprevisti e la diversità nei valori, linguaggi, posture, costumi, ideologie dei membri delle delegazioni straniere, facendo costante modulazione di frequenza” per il compimento della loro missione e cioè per la piena e reciproca soddisfazione.”
Ringrazio Fabrizio Lobasso per avermi donato questo libro e per avermi insegnato l’arte della “Diplomathia”.
Ora passo la parola ai liason officer:
“Osservare il Presidente americano percorrere strade alternative per evitare il bagno di folla - strade semideserte dove gli unici saluti sarebbero venuti dal personale di servizio in pausa dai balconi - e vedere il suo saluto schietto, ripetuto, riconoscente a chi rappresentante dei media certo non era, mi lasciava molto stupita. Avevo pensato male: quell’uomo stava ringraziando tutti di cuore.”
“Sentii di essere spagnolo, desiderando però di essere anche svedese”.
“Il Segretario Generale delle Nazioni Unite non ha mai lesinato nei miei confronti né parole di apprezzamento per il lavoro che stavo svolgendo né espressioni di incoraggiamento per la mia futura carriera.
“Don’t worry, young colleague, I was a young diplomat too, you’ll surely grow up” sono state le parole affettuose salutandomi cordialmente a Fiumicino dopo la conclusione del Summit, parole che non dimenticherò facilmente.
“A mente fredda, essere liaison officer vuol dire essere un manager di un affare, seppur temporaneo, ma grande e considerevole per i risultati che verranno prodotti.”
“In caso di imprevisti avevo preso l’abitudine di accompagnare le mie interlocuzioni con loro con il motto “No panic, please, it’s only the Italian way” strappando sinceri sorrisi dei delegati ONU che, tutto sommato si mostravano soddisfatti per l’andamento complessivo degli aspetti organizzativi.”
Questa è solo una piccola selezione dei messaggi dal G8 che credo possano essere utili anche per chi non intraprende la carriera diplomatica.