La negoziazione per segretarie in tour
Padova, Bologna, Torino, Firenze, Roma sono le città del Tour Secretary in casa Best Western.
Di cosa si tratta?
Un incontro per allietare il dopolavoro delle segretarie di direzione (dalle 18.00 alle 21.00) con:
uno “spuntino formativo” dedicato alla negoziazione (io mi occupo di questo),
un premio,
uno spazio d’incontro e confronto.
Tutto questo inserito in una bella location Best Western.
Non vedo l’ora di partire per una serie di motivi.
1. mi sento proprio a mio agio nei panni della speaker :) ,
2. in queste occasioni conosco tante persone e in ogni tappa c’è sempre qualche amico-a che mi viene a trovare,
3. ma soprattutto penso che Secretary e Best Western abbiano trovato una bella formula di promozione: offrire alle segretarie una serata utile, piacevole e divertente.
Meglio, molto meglio di un gadget!
Ma perché si parlerà proprio di negoziazione? Perché la negoziazione non è solo roba per venditori, ma, passatemi l’espressione da formatrice, è una “competenza trasversale” applicabile in diversi contesti non solo professionali ma privati. Dunque si negozia con il capo, i colleghi, clienti, fornitori, ma anche con i propri famigliari.
Proprio perché la negoziazione è una competenza trasversale ho chiesto ad un venditore, un filosofo, un diplomatico, uno sportivo e a 3 bambine di suggerirmi la loro ricetta per la negoziazione. Qual’è? Lo scopriremo durante la serata.
Queste sono le tappe del tour
29 settembre PADOVA
5 ottobre BOLOGNA
14 ottobre TORINO
26 ottobre FIRENZE
10 novembre ROMA
Se sei una segretaria di direzione e desideri partecipare ad uno di questi eventi, puoi conoscere le location e registrarti sul sito www.secretary.it o scrivere a info@secretary.it
Se non sei una segretaria di direzione ma ne conosci una segnala questo evento ![]()
8/10/2010 at 12:56 pm
Ma ogni tanto non si sente stanca e frustrata di raccontare tutte questa montagna di baggianate?
Agli italiani serve un lavoro serio e non fumo negli occhi.
Immagino che la crisi la stia sentendo anche lei…riesce a vivere di quello che produce?
…Coach de che?
10/10/2010 at 10:17 am
forse ti aspettavi che io non avrei pubblicato questo commento?
Invece lo pubblico perché mi offre l’opportunità di dire una cosa.
Io credo che a lavoro come nella vita ci siano 3 tipologie di persone:
-CHI FA
-CHI GUARDA GLI ALTRI FARE
-CHI SPUTA ADDOSSO A CHI FA.
Per fortuna ora vivo del mio lavoro. Non è sempre stato così, ma con fatica sono riuscita a trasformarlo in qualcosa che fa stare bene me ed altre persone. Beh magari non tutte. C’è chi rosica come te.
Io ti auguro di trovare qualcosa che ti impegni positivamente e finalmente ti soddisfi
E magari anche tu un giorno potrai metterci la faccia come faccio io e non avrai bisogno di nasconderti dietro un “ignoto”
10/10/2010 at 12:38 pm
Caro Ignoto
ha ragione. In giro vi sono molte persone che raccontano “baggianate” come giustamente lei indica. Ma la domanda che le voglio fare è: di che “baggianate” sta parlando? Cosa è oggi una baggianata? E di quale lavoro serio - contrapposto alle baggianate - parla?
Sa perché le chiedo questo? Perché vorrei sapere quale è la sua idea di lavoro. E di serietà.
Lei sarà senza dubbio consapevole - come d’altronde si evince dalla sua dialettica - che il nostro Paese versa oggi in una crisi psicologica ed economica profonda. Sembra che siamo nell’epilogo di una storia tragica. E sa come terminano le storie tragiche? Non hanno happy end: gli eroi muoiono. Ma a volte, oltre a questo, può succedere qualcosa. Può accadere che l’eroe consapevole della sua fine tragica non rinunci, si alzi comunque in piedi, si desti dal torpore e accetti di lottare per migliorare le cose. A volte funziona. Nella storia avviene una svolta di trama e da tragico l’esito diventa epico.
Tuttavia, per un finale simile, è necessario che l’eroe si trasformi, accetti di sognare un po’. Bisogna che l’eroe abbia un impeto interno da seguire altrimenti non si alza al mattino e non agisce.
Occorre che l’eroe si senta proiettato in un futuro in cui credere. Altrimenti cade in una triste esistenza in cui è perso (come la fiction LOST insegna, la vede?).
Ora proprio per questo le chiedo: quale è il lavoro serio? In quale futuro è proiettato?
Vorrei saperlo per cambiare la fine della storia a cui - pare - siamo destinati.
Attendo una sua risposta. Confindando in un dialogo fecondo, felice e ricco di futuro.
Ne abbiamo bisogno…
In fede
Andrea F.
11/10/2010 at 12:05 pm
Cara Helga,
ringrazia l’anonimo interlocutore per lo spunto che ti ha dato.
Potresti organizzare un seminario dal titolo:
“come gestire al meglio persone ignoranti, represse,negative ed insoddisfatte”
Il mondo del lavoro è pieno di questi soggetti che si piangono addosso e la colpa…. è sempre degli altri.
11/10/2010 at 2:04 pm
Per fortuna tengo seminari più divertenti
12/10/2010 at 10:04 am
Questo blog contribuisce a divulgare un mare di ignoranza e a vendere quantità spropositate di fumo, promuovendo un presente che non c’è, pieno di finto ottimismo e di tanti piccoli lavoretti e buoni propositi che, se fatti con dovizia, ci renderebbero felici e appagati per il resto della nostra vita. “Dai, partecipa a quella conferenza lì, mettiti le scarpette rosse di vernice, vai a quell’evento lì, fatti quel corsicino, leggi quel libracchiolo”.
Non lo capite che è tutto fumo, che non fa altro che succhiare le ormai scarne risorse che ci sono rimaste?
Al pari della famigliola felice del Mulino Bianco, al pari dell’ “Enciclopedia della donna moderna” anni ‘70, con la casalinga felice di stringere finalmente la sua nuova aspirapolvere elettrica di marca americana.
Non me la prendo con la creatrice del sito, anche se vedo molta ipocrisia dietro, giustamente deve difendere il proprio lavoro, come il mago Otelma, d’altronde. Venditrice di fumo come molti..nielt’altro.
Me la prendo invece con me stesso, perchè evidentemente ho troppo tempo libero da dedicare a questo finto e patinato blog, perchè ho esaurito i vari siti dei tanti procacciatori di finto lavoro e non so più dove cercare, perchè, dopo olte 350 CV inviati non ho ricevuto un briciolo di risposta, perchè, con i costi esorbitanti dei colloqui (viaggio aereo e qualche volta notte di albergo) caricati interamente sulle mie tasche al più posso permettermi 2-3 colloqui l’anno senza subire il crollo delle finanze, ben consapevole che le adesioni per quel posto sono migliaia sin dal primo giorno di pubblicazione. Nel frattempo c’è anche una famiglia con un bambino piccolo da mantenere e il mutuo della casa. Come? Lavorando in nero, of course, se si è fortunati 10-15 giorni al mese in qualche cantiere che, meno male che c’è, si muove a compassione!
Se non altro, il mio primo intervento vi ha distratto dalla noia e sollevato la testa dalla solita sbobba che questo sito vi propina! Bene!
Non so voi come fate ad essere così contenti e allegri per la vostra vita, mi viene da dire beati voi! Ma state pur certi che per quello che vedo in giro la stragrande maggioranza degli Italiani è tutto ciò che vi ho descritto. Basta solo avere un minimo di sensibilità e togliersi le fette di prosciutto dagli occhi..se si vuole!!
12/10/2010 at 10:38 am
Io credo che sia più facile essere indignati e, come ho già detto, sputare sugli altri che essere felici. Non sempre il sorriso mi viene naturale. Ho vissuto momenti difficili. A volte è difficile continuare a sorridere ma io ho deciso che preferisco far questo che lamentarmi o, peggio ancora, sputare su chi sorride.
Mi spiace che i tuoi 350 cv inviati non abbiano avuto risposta. Forse perché anche i tuoi cv sono “arrabbiati” come te?
Forse.
Puoi continuare a scrivere su questo blog e, a meno che tu non decida d passare agli insulti, io pubblicherò i tuoi post, ma se fossi in te, dedicherei il mio tempo ad usare internet per aggiornarmi e non per leggere baggianate
12/10/2010 at 1:31 pm
Cara Helga,
nonostante non condivida molto lo stile del tuo blog e le iniziative che sostieni, non apprezzo minimamente il tono degli interventi dell’ignoto, che trovo maleducato.
Evidentemente quello che tu fai e vendi ha il suo mercato e quindi, se ci sono persone interessate, è giusto che tu prosegua.
Le critiche sono ben accette se sono positive e propositive, nessuno obbliga l’ignoto a seguire il tuo blog o venire ai tuoi corsi, quindi se si fosse astenuto avrebbe fatto miglio figura.
12/10/2010 at 1:36 pm
Ciao Helga, nonostante il commento sulla “segretaria acidella” che, come puoi immaginare, non ho gradito, in questo frangente, hai la mia completa solidarietà.
13/10/2010 at 10:10 am
Quando c’è gente che dice di non apprezzare il tuo lavoro ma legge il tuo blog e vi lascia un commento … forse anche questo è personal branding
14/10/2010 at 7:57 am
La scorsa settimana ho avuto la possibilità di partecipare all’incontro tenuto in casa Best Western a Padova. Era la prima volta che presenziavo a un incontro organizzato da secretary e ne sono rimasta piacevolmente stupita.
Una delle cose che più mi ha colpito è stato proprio l’introduzione fatta da Helga, dove specificava che per la negoziazione non esiste una ricetta. In quel momento mi sono resa conto che in realtà è così per tante cose nella vita. Spesso l’errore principale lo commettiamo proprio noi stessi caricandoci di aspettative e scaricando poi tutte le responsabilità all’esterno.
Quelle sue parole mi hanno ricordato una frase che avevo letto pochi mesi fa, scritte da uno dei geni del marketing Seth Godin in uno dei suoi ultimi libri (“Che Pasticcio di Marketing” Sperling e Kupfer ) dove lui stesso dice proprio: “Non chiedetevi che cosa può fare per voi il nuovo marketing, chiedetevi che cosa potete fare voi per prosperare grazie al nuovo marketing” Queste parole racchiudono una grande verità. Incontri come quello organizzato da secretary sono una grossa opportunità perché sono un momento di scambio e di condivisione importante, nel quale è possibile acquisire strumenti e contatti importanti, ma la vera responsabilità di sfruttare queste risorse al massimo spetta solo a noi. Non dobbiamo mai confondere quelli che sono semplici strumenti che gli altri ci forniscono con quello che noi possiamo fare.