Fulminati in azienda?

Sostenibilità e responsabilità sociale sono le due parole più cool nella moda aziendale del momento. Paradossalmente, più si parla di questi temi e più la realtà aziendale sembra andare nella direzione opposta.
Da un lato ci sono le persone che lamentano livelli di stress sempre più insopportabili, dall’altro lato ci sono aziende che chiudono l’accesso ai social network per mantenere il personale focalizzato sul lavoro (come se non esistesse ancora il buon vecchio solitario o altri modi per evitare di lavorare). ;)

Non ci resta che piangere? Ma noooo. Forse meglio riderci sopra come suggeriscono i consulenti di Newton Management, creatori di Zzzoot, fulminati in azienda.

Zzzoot è un libro, una serie di trasmissioni radiofoniche di radio24 ed altro ancora…

Zzzoot racconta le vicende di un’azienda che presenta piccoli e grandi difetti del mondo aziendale: la mancanza di meritocrazia, le lotte interne, i “manager rapaci” e i “manager ramarri”, lo struttamento degli stagisti, la retorica delle convention ecc.

I protagonisti sembrano usciti dalla penna di Molière.

Il mio preferito è Marco Sul Pezzo, direttore commerciale, diplomato e laureato a CEPU. Il suo motto è “chi vende vale, menarsela poco”. 
Piergiorgio Paragone, il superconsulente dotato della straordinaria capacità di ripetere esattamente tutto quello che il cliente dice, convincendolo del fatto che l’aveva pensato lui.
Nicola Centrifuga, middle manager, uno che al lavoro ha dato  tutto e che ha ricevuto in cambio solo un’ernia iatale da stress.
Mario Pacco, con 3 lauree, 2 master giunto al 30esimo stage.
Ci sono anche le donne: Silvia Bilancia (moglie di Sul Pezzo), Kaja Urlo (amante di Sul Pezzo), Bianca Schedula ( rsp. HR), Marta Font (resp. counicazione) ed altri tipi aziendali.

Se ridere fa bene alla salute del corpo, forse può servire per migliorare lo stato di salute delle aziende.  Proporrei di mettere un distributore di audio Zzzoot accanto alla macchinetta del caffè.  

Ecco una assaggio video (clicca sull’immagine)

zzzot.png

Pubblicato da admin il 12/06/2010

Filed under Pausa caffe', Sala corsi | | 2 Commenti »

Persone e aziende in cerca di un oceano blu

bluoc.jpg 

Ci sono persone con cui ogni incontro si trasforma in atto creativo.   
Una di queste è Paola De Vecchi Galbiati, di cui ho già parlato nel mio blog.
Circa un mese fa Paola mi ha suggerito di leggere Strategia Oceano Blu
Conoscevo questa strategia solo a grandi linee ma il racconto di Paola mi ha spinto ad acquistare il libro per saperne di più e non solo…

Paola: la strategia Oceano Blu nasce da anni di ricerca e di indagini minuziose su aziende di  oltre 30 settori nell’arco temporale di 1 secolo svolte da un gruppo di ricercatori, consulenti e manager, coordinati dai due autori: W. Chan Kim e Renée Mauborgne.
Attraverso la ricerca e l’analisi di casi reali, durata circa 15 anni, Kim e Mauborgne hanno evidenziato che le aziende di successo e le aziende che riescono a superare gli stati di crisi hanno in comune tre caratteristiche principali:
- Una forte differenziazione rispetto ai player del proprio mercato di riferimento (DIVERGENZA).
- Una particolare cura e attenzione ai propri fattori distintivi (FOCUS).
- Una chiara identificazione di ciò che l’azienda fa e quali esigenze può soddisfare (TAG-LINE).
Tali aziende sono riuscite a trovare il proprio oceano blu, ovvero quella parte di mercato non sporcata dal sangue (oceano rosso) della competizione.

Io: Moooolto interessante! Se ci pensiamo bene questo vale anche per gli individui che affrontano il mercato del lavoro. La maggior parte si ostina a navigare nell’oceano rosso del mercato del lavoro focalizzando le proprie ricerche solo sugli annunci. E poi i cv sono così privi di personalità! Nella maggior parte dei casi sono elenchi di incarichi ricoperti, ben pochi possiedono una tagline chiara.

Paola: Concordo con te. Purtroppo la metafora dell’oceano rosso prosegue anche in azienda…  (prosegui la lettura)

(more…)

Pubblicato da admin il 31/05/2010

Filed under Il mio Marketing, Il mio R&D, Sala corsi | | Nessun Commento »

Capi promossi dalle segretarie

il-grande-capo1.jpg 

E’ già trascorsa una settimana dal Secretary Day e io, come al solito, ne parlo in ritardo. Colpa di una settimana davvero intensa.

Tutto è iniziato qualche mese fa quando Jessica e Vania Alessi mi hanno proposto di aiutarle a trovare un tema interessante per la II edizione del Secretary Day.
Così, con l’aiuto di alcune maager assistant affezionate al portale Secretary.it , abbiamo creato un’indagine semiseria dal titolo “Il capo: questione di etichetta” (titolo in sintonia con lo sponsor Dymo).

Quale voto assegneresti al tuo capo?
Qual è il suo miglior pregio, quale il peggior difetto?
Come vorresti il tuo capo?  … sono alcune domande poste alle segretarie di direzione.
Al questionario “Il capo: questione di etichetta” hanno risposto ben 369 manager assistant. 
Ecco i risultati: 
Capi promossi dall’88% delle segretarie di direzione!
Il voto medio tra il 7 e l’ 8.
Ben 30 segretarie hanno assegnato un bel 10 al proprio capo. Solo 20 hanno assegnato un voto inferiore a 5.
Certo il risultato è parziale. Si tratta di un campione limitato. Ci si potrebbe chiedere cosa avrebbero risposto le altre assistant della community e soprattutto perché non hanno risposto? Forse perché troppo impegnate con il proprio lavoro o timorose che il risultato possa essere rivelato? ;)

Tempo fa ho letto il libro di una segretaria ricco di aneddoti e descrizioni grottesche di capi . Confesso di aver sorriso spesso leggendo il libro ma dopo un po’ mi sono chiesta: “Possibile che questa qui abbia incontrato solo capi imbecilli o maiali? E poi: possibile che abbia cambiato così tanti posti di lavoro in così poco tempo. Mah!  :o

Al secretary day ho intervistato alcune assistant e tutte mi hanno detto di aver conosciuto capi difficili ma la maggior parte ha cercato il capo giusto oppure il giusto rapporto. 
Insomma: puoi continuare a sbattere contro capi sbagliati come la segretaria acidella oppure puoi seguire il suggerimento di Gabriella Somigli che ora quando parla del proprio capo le brillano gli occhi. 
“Il nostro ruolo - dice Gabriella - richiede, senz’altro più che in altri, una buona dose di adattabilità, perché puoi essere efficiente quanto vuoi, carina quanto vuoi, ma se non c’è feeling sarebbe meglio togliere il disturbo…”

Pubblicato da admin il 24/05/2010

Filed under Affari generali, Il mio ufficio HR, Persone e professioni | | 2 Commenti »

Cambio lavoro! Ma perché?

2 girls 1 cuptwo girls one cup2 girls 1 cuptwo girls one cup


vialavoro.jpg

Ieri, al rientro da un pranzo in famiglia ho trovato le serrande del commercialista sotto casa mia ancora alzate.
Mi sono detta:  ”Un’altra domenica a lavoro? Che fissato!”  :O
Poi ci ho ripensato: “In fondo anche io sabato ero in aula e spesso mi accade di lavorare di domenica.”
Forse per questo il lunedì non faccio fatica ad alzarmi o forse il vero motivo è un altro.

Me l’ha suggerito Andrea Ciraolo che oggi sul suo blog ha postato le 10 motivazioni per cambiare lavoro.
Su Pillole di psicologia si trovano anche ben argomentate. Eccole in sintesi.

1. Insofferenza nell’andare al lavoro.
2. Desiderio di cambiare l’attività lavorativa.
3. Alto livello di pettegolezzo.
4. Covare risentimento verso l’organizzazione.
5. Disturbi psicosomatici.
6. Sentimento di irrilevanza.
7. Lentezza nella performance.
8. Confusione organizzativa.
9. Venire meno alla propositività.
10. Aderenza formale alle regole.

Ammetto che prima di lasciare il mio bel posto fisso le ho vissute tutte e recentemente mi è accaduto di riviverle in occasione di una partership non proprio felice.
Le motivazioni indicate da Andrea esercitano un tale dolore su di noi al punto che, raggiunta una certa soglia, ci spingono ad agire. Già ma quale azione? La fuga!
Peccato però che non funziona come in amore dove vince chi fugge. (beh forse neppure in amore è così ;) )
La soddisfazione a lavoro si vince solo se le motivazioni sono positive:
- voglio crescere,
- voglio lavorare per un’azienda di cui condivido i valori,
- voglio fare un’esperienza all’estero,
- voglio incontrare nuove persone,
- voglio esprimere al meglio le mie potenzialità
Su Diario di bordo ve ne sono altre.
E tu cosa vuoi?

Pubblicato da admin il 10/05/2010

Filed under Affari generali, Il mio R&D, Il mio ufficio HR | | 1 Commento »

Il tecnico esperto di marketing relazionale

Ore 8.30: il telefono di Fabio squilla già.
 “Ciao bello, dimmi tutto!”   :)
Così è solito aprire le chiamate di assistenza tecnica: con un sorriso che si percepisce anche dall’altra parte del telefono.
Il dealer ha già incontrato Fabio in occasione del corso tecnico e sa che, seguendo le sue indicazioni, risolverà presto il problema sul multifunzione.
Il problema però si rivela più impegnativo di quanto il dealer e Fabio si aspettassero. Tutti i tentativi d’intervento non hanno sortito alcun risultato. La chiamata si prolunga più del dovuto e la stanchezza si fa sentire. Ad un tratto Fabio dice: “A questo punto non ti resta che acquistare il nuovo prodotto che abbiamo inserito proprio ieri a catalogo. Si chiama ACQUA DI LOURDES!” Scoppia una risata e poco dopo la soluzione del problema arriva.

Questa non è una storia inventata, Fabio esiste veramente ed ho avuto il piacere di lavorare con lui quando ero responsabile comunicazione dell’area service di una nota azienda del settore ICT.
Ora mi occupo di formazione e consulenza di carriera e mi capita spesso di citare l’aneddoto dell’acqua di Lourdes nei miei corsi di comunicazione quando parlo di interruzione di modulo.
Ma non è di questo che vorrei parlare.

Recentemente mi è accaduto spesso di pensare a Fabio e ai suoi corsi che erano (credo lo siano ancora) dei veri e propri eventi di marketing relazionale dove lo specialista di prodotto non si limita ad elencare le caratteristiche del nuovo multifunzione, a mostrarne l’utilizzo, le soluzioni e le modalità di manutenzione ma costruisce relazioni.
Come? Con un mix di competenza tecnica, simpatia e ascolto. Alla fine del corso i partecipanti hanno quasi la sensazione di conoscerlo da sempre e lo salutano come un vecchio amico. Se non è fidelizzazione questa…  ;)

Le aziende investono molto in campagne di branding per affermare il proprio marchio e dotarlo di personalità, ma spesso si dimenticano di chi scende in campo ogni giorno con la maglia della propria squadra. Venditori, tecnici, addetti al customer care … sono loro i veri testimonial del marchio. Per questo la selezione e la formazione del personale è oggi, più che mai, un atto di marketing strategico. 
Ma comeeee???? Marketing ed HR insieme? Non sono funzioni  ben distinte e separate?
Purtroppo si.  :(

Pubblicato da admin il 2/05/2010

Filed under Il mio Marketing, Il mio ufficio HR, Persone e professioni, Sala corsi | | Nessun Commento »

Ridendo s’impara… a scrivere il cv

Ecco un altro post scritto per la newsletter Jobrapido in cui abbiamo inserito una sezione: ridendo s’impara… 

fototessera.jpg“bella presenza (sono arrivato secondo al concorso di mister ditta)”

“Non sono calvo e ho il fisic du rolex”

“Non sono foto igienica” di persona vengo meglio”

Sono alcuni degli strafalcioni raccolti da un consulente di selezione e citati nel libro “La mia azienda sta stirando le cuoia” edito da Sperling Paperback.
E che dire poi delle foto orribili o strampalate allegate ai cv?

Il titolare di una scuola di lingue un po’ burlone possiede una cartelletta in cui raccoglie le foto strampalate allegate ai cv di persone che si propongono per l’insegnamento.
C’è di tutto: dalla foto sexy, a quella in posizione relax sul divano di casa, a quelle con gli animali: cani, gatti, … c’è perfino quella di un giovane insegnante di inglese accanto ad uno struzzo in primo piano.
La risposta del titolare della scuola di lingue fu: “Chi dei due cerca un lavoro?”   :D

Ma la foto: meglio metterla nel cv oppure no?
Dipende. Cercate un lavoro come modello-a, hostess, addetto alla vendita?
È bene allegare una foto solo se viene esplicitamente richiesta nell’annuncio e per tutte quelle professioni dove l’immagine è importante.
Per un controller, un analista finanziario o altri profili simili non è proprio indispensabile. 
E se proprio volete inserire la vostra foto, fate in modo che sia professionale.
Come vi presentereste per un colloquio in banca? In costume e pantaloncini?
Come vi presentereste per un colloquio come personal trainer in una palestra? Con il completo gessato e la cravatta?
Ebbene, le logiche che regolano la scelta della foto sono le stesse che devono guidare la scelta della foto da abbinare al cv. E infine: occhio alle dimensioni della foto! Evitate l’effetto francobollo ma anche quello lenzuolo ;)

Pubblicato da admin il 22/04/2010

Filed under Il mio Marketing, Io vendo, Pausa caffe', Sala corsi | | Nessun Commento »

Le professioni del web: non solo roba per tecnici smanettoni

Per la newsletter di Jobrapido ho scritto un articolo dedicato alle professioni del web. L’ho scritto avvalendomi della consulenza di un esperto in materia: Marco Marlia, il mio primo grande maestro di social network.  Grazie Marco!
Ecco l’articolo:

Ieri: code interminabili all’ufficio di collocamento, kilometri e kilometri per consegnare di persona un cv, buste e francobolli.
Oggi: http://www.jobrapido.it, digiti COSA CERCHI e DOVE, trovi annunci e rispondi. Con Internet tutto è più facile!
Il web ha rivoluzionato il mondo del lavoro. Ha semplificato la nostra vita, riducendo tempi, distanze e ha creato perfino nuove figure professionali, nuovi posti di lavoro non solo per tecnici smanettoni, ma anche per chi ama comunicare e scrivere. In alcuni casi non serve neppure una specializzazione. La passione può fare la differenza.
Dal web master al web designer, dall’esperto di marketing online al blogger, fino al digital Vip o ad altri lavori curiosi. Ecco alcune professioni del web: per tecnici smanettoni, per gli esperti di marketing, per chi ama scrivere e comunicare online. Prosegui la lettura

Se cerchi un lavoro, vuoi ricevere gli annunci relativi al tuo profilo, vuoi ricevere la prossima newsletter di Jobrapido visita

logob.gif

Pubblicato da admin il 20/04/2010

Filed under Il mio ufficio HR | | 2 Commenti »

Alla scoperta del coworking

cowo.jpg

Sabato 17 aprile: tra le molteplici iniziative del fuorisalone anche il barcamp di COWO.
“Ma cos’è: una supercazzola?”  :o Mi hanno chiesto in facebook.
Diamo qualche definizione.
Un barcamp è una conferenza in cui ogni persona può proporre il proprio intervento in scaletta e dove c’è un alto livello di interazione tra i partecipanti. In teoria non dovrebbero esserci puri ascoltatori ma tutti dovrebbero partecipare con domande e contributi. Trattandosi del mio primo barcamp me ne sono stata zitta per vedere cosa succedeva.

COWO è un’iniziativa nata nel 2005 in California ed approdata in Italia nel 2009.
COWO sta per coworking, una bella opportunità per il numero sempre più nutrito di liberi professionisti che decidono di condividere l’ufficio non solo per ridurre i costi ma anche per incontrare persone con competenze a volte diverse dalle proprie.
Cos’è cowo? Niente di speciale - si legge sul sito italiano - solo un’ottima idea.
E devo dire che, dopo una giornata trascorsa a Milano, immersa nell’atmosfera del cowo temporaneo di business park MAC256, ne sono convinta anche io.  :)
Nell’intervento di apertura del barcamp Massimo Carraro ha introdotto alcune parole chiave del COWO.
SOSTENIBILITA’
FESSIBILITA’
NO BUSINESS PLAN
NO BREAK EVEN
RELAZIONE
Al 1 posto non c’è il profitto, ma la relazione.
Il COWO è innanzitutto un luogo di relazione ma non si deve confondere con un bar, un centro sociale o uno spazio dove la gente cazzeggia e chiacchiera tutto il giorno.
“Il cowo - prosegue Massimo Carraro - è una “piattaforma dove far succedere le cose”.
Ci sono molte persone che hanno splendide idee ma non le realizzano perché gli manca un pezzo, gli mancano delle competenze.
Ebbene, in un cowo è possibile trovare il pezzo che manca e portare a  termine i propri progetti, farli crescere, svilupparli con l’apporto di altri professionisti. 

Il primo COWO italiano è nato a Milano il 20 febbraio 2009. Oggi sono ben 36. Alcuni di questi erano presenti al barcamp con le proprie storie: il VEGA – Parco Scientifico Tecnologico di Venezia , la Pillola 400 di Bologna, il cowo di Udine.
Bellissimo l’intervento di Nicolò Borghi e Davide Rampanelli che hanno parlato di The Hub Milano,  lo spazio per chi ha idee per un mondo migliore.
Coworking: è tutto oro ciò che luccica? E’ una domanda che è lecito porsi. Vittorio Gentile ci ha scritto perfino una tesi. Il coworking è senza dubbio una grande opportunità a patto che si sappia gestire le relazioni e non è una cosa così scontata neppure in chi si definisce esperto in materia.  ;)  
 

Pubblicato da admin il 19/04/2010

Filed under Il mio R&D | | 2 Commenti »

Qui parlo di professionisti, consulenti, coach ma soprattutto di persone

Uno dei miei post di maggiore successo è intitolato Vuoi diventare un Supercontroller?  Lì parlo di B2Corporate, un sito che amo segnalare perché ricco di contenuti, suggerimenti utili, interessanti per chi si occupa di controllo di gestione, ma vuole andare oltre il file excel.

Prima di Pasqua Luca Vanzulli, il creatore di B2corporate mi ha proposto un’intervista. Solo ieri ho trovato il tempo e l’ispirazione per rispondere alle sue domande.
Sono sincera, quando le ho lette mi sono bloccata alla prima domanda: chi sei?  :(
Non so se me la sono cavata.  ;)

Nell’intervista parlo anche di relazioni, manager, professionisti, coach, consulenti, ma soprattutto di persone.

Ecco l’intervista.

Pubblicato da admin il 14/04/2010

Filed under My-controller, Persone e professioni | | Nessun Commento »

16 aprile: Job Finance Day

logo-job-finance-day.gif

Venerdì 16 Aprile 2010, presso Borsa Italiana - Palazzo Mezzanotte Congress and Training Centre in Piazza degli Affari, 6 a Milano si svolgerà la VII edizione di Job Finance Day, organizzato e promosso da Cesop Communication e Borsa Italiana.
Per chi opera o desidera operare nel settore finanziario il Job Finance Day è un’occasione da non perdere.
Come tutti i Jobmeeting anche il Job Finance Day rappresenta un momento d’incontro tra candidati ed aziende.  Le aziende sono prevalentemente alla ricerca di giovani talenti ma farci un giro non fa male neppure a chi già lavora da tempo.
Al Job Finance Day non vi saranno solo stand aziendali e lunghe code di giovani armati di cv ma anche uno spazio di approfondimento: l’ ARENA JOB TELLER, dedicato alla discussione tra protagonisti del mondo delle professioni e dell’orientamento e i visitatori.
L’ARENA JOB TELLER è stata pensata come un’area informale e ospitale, dove i visitatori potranno esprimere la propria opinione e partecipare direttamente al dibattito.
Suggerisco di sfruttare al massimo questa occasione, attivare tutti i sensi: occhi, orecchie, fiuto ;) e infine di avere un pò di coraggio. Questo vale soprattutto per chi non ha il papino ricco o altri sponsor. 
Ecco di cosa si parlerà:
Ore 10.30
“Trovare lavoro è una battaglia? A voi le armi 2.0: cv, stage e web”
con Eleonora Voltolina, fondatrice de La Repubblica degli stagisti e Giulio Xhaet, new media specialist e web editor. Partecipano: Sabrina Mossenta, country manager Italia Viadeo e Luisa Adani, giornalista
Ore 14.00
“Come si affronta un colloquio in azienda”
con Annalisa Porrini, psicologa e responsabile orientamento e sviluppo professionale della Fondazione ISTUD 
Ore 15.00
“Finanza, giovani e opportunità di carriera”
intervengono: Davide Cerea, Fondamenta Sgr -  Domenico Tounussi, Finint - Francesco Marotta, Ernst & Young Legal - Stefania Bassi, Barabino & Partners
Modera Ketty Areddia, Top Legal

Da anni Cesop svolge un ottimo lavoro offrendo ai giovani neolaureati ciò che serve veramente: un’occasione di incontro con le aziende e una bussola per muoversi nel mercato del lavoro. Peccato che i jobmeeting durino solo un giorno.  :(
Nell’ultimo anno di università avrei sostituito con piacere uno dei miei amati corsi di filosofia con un Jobmeeting seminar. Chissà se ci arriveremo?

Pubblicato da admin il 11/04/2010

Filed under Agenda | | 3 Commenti »

« Previous PageNext Page »